Bruxelles avverte sui rischi legati alle tensioni geopolitiche: prezzi dell’energia ancora sopra i livelli pre-conflitto fino al 2027
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La guerra in Medio Oriente e i dazi Usa rallentano la crescita europea e l’Italia è uno dei Paesi più vulnerabili. Bruxelles prevede una crescita della ricchezza dell’area euro pari allo 0,9% contro l'1,2% indicato nelle previsioni d'autunno. Il Pil italiano, al contrario, crescerà solo dello 0,5%, in diminuzione rispetto allo 0,8% di previsione in autunno. Da novembre ad oggi molto è cambiato. L’economia è in frenata ovunque. Lo dicono le previsioni economiche della primavera 2026.
Deficit e debito pubblico
Le previsioni dicono che il deficit sarà al 2,9% e che il debito pubblico si attesterà sul 138,5% del Pil. Peggio dell’Italia solo la Grecia al 140,7% del suo Prodotto interno lordo.
L’inflazione e la corsa dei prezzi
La Commissione rivede inoltre al rialzo le stime sull'inflazione. Per l'Eurozona i prezzi sono ora attesi in aumento del 3% nel 2026, contro l'1,9% indicato nelle previsioni dello scorso autunno. Nell'intera Ue Bruxelles vede un'inflazione al 3,1%. Per l'Italia l'inflazione è prevista al 3,2% nel 2026 e all'1,8% nel 2027.
Export italiano a rischio
La Commissione sostiene che «l’impatto dei dazi Usa» e le interruzioni in alcuni mercati di esportazione dovute al conflitto in Medio Oriente «dovrebbero peggiorare ulteriormente le prospettive dell'export di beni» italiani.
Consumi privati e investimenti in diminuzione
Le previsioni Ue dicono che rallenteranno anche i consumi privati, per effetto della riduzione del reddito disponibile reale, come pure gli investimenti, in questo caso a causa delle tensioni geopolitiche e dell'aumento dei tassi d'interesse.
La spesa per il Pnrr
In generale il Pnrr continua a sostenere la spesa per infrastrutture e attrezzature mentre si registra una evidente contrazione nelle costruzioni a causa della riduzione dei benefici dei crediti fiscali per le ristrutturazioni.
Le spese per la difesa
Bruxelles prevede che la spesa per la difesa nell'Ue salirà dall'1,6% del Pil nel 2025 al 2% nel 2027 anche per effetto dell’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia del Patto di stabilità che offre una ulteriore flessibilità di bilancio.
I timori di Bruxelles
In conferenza stampa il commissario Ue per l'Economia Valdis Dombrovskis ha avvertito che la crisi energetica avrà lunghi riflessi sull’economia mondiale. «L'evoluzione del conflitto in Medio Oriente - ha detto - si porta dietro un grado eccezionalmente elevato di incertezza. Per questo motivo le nostre proiezioni di base sono integrate da uno scenario che valuta una perturbazione più grave e duratura delle forniture energetiche».
Tempi lunghi e prezzi al di sopra dei livelli di partenza
Se è vero che ci sarà un «graduale calo dei prezzi sia del petrolio che del gas», ha aggiunto il commissario all’Economia, le stime di Bruxelles dicono che «tuttavia, anche entro la fine del 2027 i prezzi rimarranno circa il 20% al di sopra dei livelli previsti dal mercato prima dello scoppio del conflitto». Ciò indica, ha detto Dombrovskis, che il mercato si aspetta una «persistente riduzione dell'offerta». Il commissario ha ribadito che per il momento non c’è il rischio di una recessione e che i governi devono «mantenere temporanee e ben mirate le misure di sostegno fiscale a favore delle famiglie vulnerabili e delle imprese».
Inflazione energetica in crescita, aumenterà la pressione sui prezzi
Il quadro sembra destinato a complicarsi. Dombrovskis ha infatti avvertito che «l'inflazione energetica aumenterà ulteriormente a maggio e giugno sia nell'Ue che nell'Eurozona, raggiungendo un picco di circa l'11% su base annua nel secondo trimestre e rimanendo elevata fino all'inizio del prossimo anno». Ma non è tutto. «Successivamente - ha concluso il commissario all’Economia - le pressioni sui prezzi sono destinate ad ampliarsi a causa della corsa al rialzo dei costi energetici».

