Nel 2025 i trasferimenti di denaro inviati da lavoratori immigrati nel loro paese d'origine hanno raggiunto quota 8 miliardi e 608 milioni di euro. Le rimesse verso l’estero sono cresciute di 323 milioni rispetto al 2024 (+3,9%). Il Bangladesh si è confermato il primo paese beneficiario con una quota sul totale salita al 19,6%, parliamo di 1 miliardo e 750 milioni. A seguire l'India con il 6,9%, il Marocco con il 6,7%, le Filippine con il 6,6% e la Georgia con il 6,3%. Tra i primi dieci paesi beneficiari del lavoro dei cittadini immigrati in Italia ci sono il Pakistan (5,6%), lo Sri Lanka (4,6%), il Perù (4,5%), la Romania (3,9%) e il Senegal (3,6%).

I dati arrivano dal report annuale di Bankitalia sui trasferimenti di denaro dall’Italia verso i paesi d’origine dei lavoratori stranieri.

Lo studio dice che le rimesse in entrata registrano importi circa dieci volte inferiori a quelle in uscita, nonostante il numero di cittadini italiani residenti all’estero, così come registrato dall’Aire (Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero), sia molto vicino a quello degli stranieri residenti in Italia (5,3 milioni).

La propensione degli stranieri in Italia a trasferire risorse ai propri familiari in patria è maggiore di quella degli italiani all’estero perché, in generale, la ricchezza media delle loro famiglie di origine è considerevolmente inferiore a quella delle famiglie di origine degli italiani all’estero.

Secondo il report di Bankitalia gli incrementi nei flussi verso i paesi dell'Asia (392 milioni, +11,5%), del Nord Africa e Vicino Oriente (59 milioni, +6,4%) e dei paesi del continente europeo fuori dall’Ue (11 milioni, +1%) hanno più che compensato il calo delle rimesse registrato, in particolare, verso l'Africa sub-sahariana (-91 milioni, -8,2%) e i paesi dell'Unione europea (-41 milioni, -6,4%).

Come nel 2024, le regioni che hanno registrato il maggior incremento delle rimesse verso l'estero rispetto all'anno precedente sono state la Campania e il Lazio. È rimasta stabile l'incidenza sul totale delle tre regioni più rilevanti in termini di flussi in uscita: Lombardia (21,7%), Lazio (16,2%) ed Emilia-Romagna (9,4%).

Alla crescita complessiva delle rimesse rispetto all'anno precedente hanno contribuito soprattutto i flussi verso il Bangladesh, in particolare dalle province di Roma e Napoli.

Le rimesse in entrata e in uscita da ciascun paese entrano nel conto corrente della bilancia dei pagamenti nazionale, nella voce “redditi secondari”. Si distinguono dai redditi da lavoro dipendente, che includono i redditi dei lavoratori che svolgono attività lavorativa in un paese diverso da quello di residenza (lavoratori transfrontalieri e stagionali), classificati nei “redditi primari”.

La mobilità internazionale del lavoro, cresciuta considerevolmente negli ultimi decenni, si è riflessa in un aumento del valore assoluto dei flussi di rimesse registrati a livello globale. I paesi avanzati sono in genere caratterizzati da saldi di rimesse negativi mentre prevale l’opposto per i paesi in via di sviluppo.