Secondo i dati dell’Istituto Tagliacarne, presentati a Catanzaro durante il Career Day di Unindustria, la Calabria ha registrato un valore aggiunto complessivo di oltre 36 miliardi di euro, in crescita del 3,1% rispetto al 2023.  In termini di valore aggiunto le province che hanno registrato l’incremento più consistente sono Reggio Calabria e Crotone (+3,4%). Il rapporto evidenzia come l'intero territorio calabrese abbia superato la media di crescita nazionale, ferma al 2,1%. Estendendo l'analisi al lungo periodo, emerge il primato della provincia di Catanzaro: dal 2000 a oggi, è stata l'area più prolifica con un incremento medio annuo del 3,4%.

Il settore dei servizi nel 2024 ha registrato un valore aggiunto complessivo di oltre 20 miliardi, il commercio di 9. Ad emergere dal report è che l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca pesi per il 5,9% del valore aggiunto regionale, confermandosi il più elevato del Mezzogiorno (+4,1%). È Reggio a registrare la crescita più alta nel settore agricolo (+9,4%) e manifatturiero (+3,1%), mentre Vibo Valentia negli altri servizi (+ 4,2%). Per quel che riguarda le dinamiche del lavoro risultano oltre 560 mila unità gli occupati in Calabria nel 2025, in crescita di oltre 20 mila unità rispetto al 2024. Il tasso di occupazione è del 46,4%, in crescita sull'anno precedente (44,8%) con un andamento più dinamico rispetto a quello nazionale. I territori di Vibo Valentia e Cosenza guidano la classifica della crescita provinciale. Sotto il profilo settoriale, il comparto degli "altri servizi" si conferma il più rilevante, assorbendo quasi il 50% del totale, in linea con i parametri nazionali. Seguono il commercio (22,8%) e l’agricoltura (11,2%), entrambi con un'incidenza superiore alla media italiana. Infine, le proiezioni tra il 2024 e il 2025 indicano nei settori agricolo e industriale i driver di crescita più dinamici.

Il reddito disponibile lordo pro capite delle famiglie consumatrici nel 2024 è pari a 16,8mila euro, con un valore indice inferiore rispetto all'Italia di oltre 27 punti percentuali. Nello stesso anno e in termini di variazione, si nota un trend di crescita del reddito calabrese, superiore a quello osservato nel Sud e in Italia, sia rispetto al 2023 che al 2021. Catanzaro (80ma) e Cosenza (94ma) presentano un numero indice superiore al dato regionale. Inoltre, tutte le province si posizionano in bassa classifica nell'indagine sulla qualità della vita 2025 condotta da Il Sole 24 Ore e riportata nel paper dell'Istituto Tagliacarne. Criticità emergono nella disuguaglianza del reddito a Crotone (2°) e Vibo Valentia (settima). Sul fronte della retribuzione media e nella qualità della vita delle donne, tutte le province calabresi si collocano nelle ultime 15 posizioni.

La città metropolitana di Reggio Calabria evidenzia, inoltre, una situazione sfavorevole nel settore affari e lavoro (104ma), mentre Cosenza e Catanzaro mostrano un posizionamento discreto per numero di laureati (rispettivamente 36ma e al 52ma). Sempre Catanzaro fa registrare una buona performance per numero di start up innovative (7°). Sul fronte demografico, al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è di 1.827.000 abitanti, con una flessione dello 0,4% (dato peggiore rispetto alla stabilità nazionale). In questo contesto, Crotone mostra la maggiore tenuta con un calo demografico minimo (-0,1%). Nonostante un tasso migratorio interno negativo (-3,8 per 1.000) più marcato rispetto alla media nazionale, il tasso migratorio totale rimane comunque molto contenuto.