L’Unione per la difesa dei consumatori invita a segnalare «anomalie e prezzi spropositati» e consiglia di privilegiare i mercati locali e la filiera corta degli artigiani: «La tradizione non può diventare un lusso per pochi»
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Una Pasqua amara per le tasche dei cittadini calabresi. È l'allarme lanciato dal presidente regionale di Udicon Calabria, Nico Iamundo, che attraverso i propri osservatori territoriali e l'indagine effettuata da Udicon nazionale con l'Istituto Piepoli, sottolinea «rincari significativi sui prodotti simbolo della tradizione pasquale».
«Dai nostri monitoraggi - dichiara Iamundo - emerge un quadro preoccupante. L'inflazione non risparmia la tavola dei calabresi. Registriamo aumenti su prodotti tipici che vanno dal +12% per l'agnello pasquale fino al +20% per le uova di cioccolato. Questi rincari gravano su famiglie già messe a dura prova dal caro bollette. Ma i rincari li rintracciamo anche nei trasporti. Migliaia di studenti e lavoratori fuori sede, che rientrano in Calabria per le festività, si trovano di fronte a tariffe aeree e ferroviarie proibitive».
Per contrastare i rincari Udicon Calabria consiglia «di privilegiare i mercati locali e la filiera corta degli artigiani».
«Confrontate - raccomanda Udicon - i prezzi al chilo e non solo il costo della singola confezione, ma soprattutto continuate a segnalare alle nostre sedi ogni anomalia o prezzo spropositato riscontrato sugli scaffali».
«La tradizione non può diventare un lusso per pochi», conclude Iamundo, ricordando che «gli uffici dislocati sul territorio sono pronti a raccogliere le denunce dei cittadini».

