Ad aprile la domanda di credito cresce del 2,7%, confermando il trend positivo avviato a marzo. Abi avverte però che le tensioni internazionali e il conflitto in Medio Oriente potrebbero frenare la ripresa
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Ad aprile i prestiti bancari di famiglie e imprese hanno registrato un aumento del 2,7%. Si conferma il trend avviato a marzo 2025. Nei prossimi mesi la tendenza potrebbe invertirsi per effetto del prolungamento del conflitto in Medio oriente. Stabile la richiesta di mutui ma il tasso medio applicato dalle banche ad aprile è salito al 3,43%. Lo dicono i dati del rapporto mensile Abi sulla situazione del credito in Italia.
I crediti deteriorati e il rischio di insolvenza
In calo i crediti deteriorati, mutui o finanziamenti che le banche hanno erogato e che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto e la cui riscossione diventa incerta. A marzo ammontavano a 26,9 miliardi di euro, l’1,8% dei crediti totali, in calo dai 27,7 miliardi di dicembre 2025.
I mutui
Il tasso fisso è al 3% mentre il tasso variabile è in salita e si attesta sopra il 2,25%. Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 potrebbe toccare quota 2,8%.
Mercato immobiliare in crescita
Nel 2025, dice sempre il report Abi, i finanziamenti concessi hanno sfondato quota 404mila, il 18,8% in più rispetto al dato dell’anno precedente. Di fronte ad uno scenario caratterizzato da una incertezza prolungata, però, l’associazione delle banche italiane, avverte che non è escluso che vi sia una riduzione delle richieste.
Le imprese
I prossimi mesi saranno determinanti sul fronte della propensione agli investimenti delle imprese che possono disporre di diversi strumenti sostenuti da finanziamenti statali, in primis l’iperammortamento della spesa per l’acquisto dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico.

