Undici famiglie rischiano di affrontare una Pasqua segnata dall’incertezza lavorativa. È per scongiurare questo scenario che, nel pomeriggio di ieri, i sindaci di Praia a Mare, San Nicola Arcella e Scalea, rispettivamente Antonino De Lorenzo, Eugenio Madeo e Mario Russo, si sono recati in Prefettura, Cosenza, per chiedere un intervento urgente a tutela dei lavoratori in esubero della Residenza per Anziani “San Francesco di Paola”. Al tavolo istituzionale era presente anche il consigliere regionale Antonio De Caprio, schieratosi al fianco dei dipendenti della struttura, alcuni dei quali presenti all’incontro.

A difesa dei lavoratori

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il viceprefetto Rosa Correale e la referente amministrativa dell’Asp di Cosenza, Giovanna Borromeo. Il nodo centrale resta quello occupazionale: undici dipendenti sui settantadue complessivi risultano infatti in esubero secondo il piano economico presentato dalla nuova società di gestione, il Gruppo San Michele.

La vicenda si inserisce in un quadro amministrativo già complesso. Il passaggio di gestione è avvenuto dopo un nuovo bando pubblico, inizialmente annullato dal Tar Calabria e successivamente riabilitato, seppur in via temporanea, con un’ordinanza del 19 marzo scorso. Una decisione che ha consentito di garantire la continuità dei servizi lavorativi e assistenziali agli anziani ospiti.

Tra caos e incertezza

Ora, però, si apre una nuova fase. In attesa della pubblicazione di un ulteriore bando, le istituzioni locali stanno cercando una soluzione ponte che possa evitare i licenziamenti. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la riduzione dei canoni di locazione della struttura, misura che permetterebbe al Gruppo San Michele di alleggerire i costi di gestione e mantenere tutti i livelli occupazionali.

La decisione finale spetterà all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, chiamata a valutare la sostenibilità della proposta. Nel frattempo, resta alta l’attenzione delle amministrazioni locali e dei sindacati, determinati a evitare che la vertenza si trasformi in una crisi sociale per il territorio dell’alto Tirreno cosentino.