«Fare rumore per rompere il paradigma della lamentela». È questo lo slogan — ma anche la dichiarazione d’intenti — degli Stati Generali del Fare, protagonisti di un’intervista A tu per tu che ha visto in studio Giacomo Marinaro, Lidia Passarelli, Roberto Tesoriere e Daniel Cundari. Un confronto diretto, concreto, senza retorica, che ha messo al centro una domanda chiave: come trasformare i problemi in soluzioni condivise?
L’occasione è stata il racconto del primo incontro ufficiale, svoltosi il 21 e 22 marzo al Polo Culturale Altafiumara di Villa San Giovanni, dove oltre 60 tra associazioni, professionisti e rappresentanti del territorio hanno dato vita a qualcosa che va oltre un semplice evento. «Non è stato un convegno — spiegano — ma l’avvio di un processo».
Un processo che nasce con un’ambizione precisa: costruire un ecosistema territoriale coeso, dinamico e orientato al futuro. Durante l’intervista, emerge con forza un concetto: la Calabria non è solo criticità, ma un insieme diffuso di energie, competenze e progettualità che spesso restano isolate. Il vero problema, sottolineano gli ospiti, non è la mancanza di idee, ma la frammentazione.
Da qui la necessità di “fare rumore”. Non un rumore sterile, ma capace di rompere l’abitudine alla lamentela e innescare un cambio di paradigma. «Troppo spesso — raccontano — ci si ferma all’analisi dei problemi. Noi vogliamo costruire un metodo che porti all’azione».
Il lavoro avviato durante le due giornate si è articolato attorno a tre ambiti strategici: comunicazione e narrazione, formazione e sviluppo, advocacy e politiche pubbliche. Tavoli partecipati, dialogo aperto e contaminazione positiva hanno permesso di far emergere non solo criticità, ma soprattutto traiettorie di sviluppo e prime proposte operative.
Al centro del progetto c’è infatti un metodo operativo fondato su incontro, collaborazione e responsabilità diffusa. «L’obiettivo — spiegano — è rafforzare la fiducia e riattivare l’impegno individuale e collettivo». Una visione che punta a superare l’individualismo per costruire un disegno comune, capace di mettere a sistema esperienze e competenze.
L’intervista ha messo in luce anche i prossimi passi: la redazione di un Manifesto programmatico, appuntamenti periodici per dare continuità al confronto e la creazione di un portale dedicato alla mappatura delle realtà attive sul territorio. Uno spazio pensato per essere vivo, accessibile e generativo, in cui le idee possano trasformarsi in azioni.
«Gli Stati Generali del Fare — concludono — non sono un punto di arrivo, ma un punto di partenza».
Un percorso che richiederà tempo, cura e partecipazione, ma che ambisce a diventare un riferimento stabile per chi vuole contribuire allo sviluppo della Calabria.
E in questo percorso, il vero cambiamento passa da una scelta precisa: smettere di lamentarsi e iniziare, insieme, a fare.