Tensione nel giorno dei negoziati in programma oggi a Islamabad. Intanto Israele chiarisce: nessuna discussione su una tregua con Hezbollah nei colloqui con il Libano
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U.S. President Donald Trump speaks during a press conference on US service member rescue in Iran in the James S. Brady Press Briefing Room at the White House on April 6, 2026 in Washington, D.C. (Photo by Samuel Corum/Sipa USA)
Sale la tensione in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con nuove accuse incrociate e minacce. Donald Trump attacca Teheran sullo stallo nello Stretto di Hormuz, accusando il regime di non rispettare gli accordi e minacciando nuovi raid in assenza di un’intesa: «Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima. Non permetteremo pedaggi su Hormuz».
Il vicepresidente JD Vance, alla guida della delegazione americana, incalza: «Non ci prendano in giro». Teheran, però, pone le proprie condizioni: cessate il fuoco in Libano e rilascio degli asset iraniani bloccati «prima dell’avvio dei negoziati».
La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata ieri sera in una capitale pakistana blindata. Intanto Israele chiarisce: nessuna discussione su una tregua con Hezbollah nei colloqui con il Libano.
Probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.

