Sale la tensione in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con nuove accuse incrociate e minacce. Donald Trump attacca Teheran sullo stallo nello Stretto di Hormuz, accusando il regime di non rispettare gli accordi e minacciando nuovi raid in assenza di un’intesa: «Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima. Non permetteremo pedaggi su Hormuz».

Il vicepresidente JD Vance, alla guida della delegazione americana, incalza: «Non ci prendano in giro». Teheran, però, pone le proprie condizioni: cessate il fuoco in Libano e rilascio degli asset iraniani bloccati «prima dell’avvio dei negoziati».

La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata ieri sera in una capitale pakistana blindata. Intanto Israele chiarisce: nessuna discussione su una tregua con Hezbollah nei colloqui con il Libano.

Probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati

I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.