Il 28 settembre è la data cerchiata in rosso nell’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi. Entro quella scadenza la Procura di Pavia dovrà completare gli accertamenti su Andrea Sempio e decidere quale strada imboccare dopo mesi di indagini, consulenze e nuove analisi su reperti raccolti quasi vent’anni fa. Il quadro rimane complesso: Sempio è indagato per l’omicidio della giovane e i pm continuano a lavorare sull’ipotesi accusatoria, ma nessun giudice si è ancora pronunciato sulla solidità degli elementi raccolti nei suoi confronti.

La Procura ha disposto quattro ulteriori consulenze dopo le osservazioni depositate dalla difesa alla chiusura della precedente fase investigativa. Il lavoro si concentra soprattutto su alcuni dei punti diventati centrali nella nuova indagine: il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara, l’impronta 33 individuata sul muro delle scale che conducono alla cantina e le tracce lasciate dalle scarpe all’interno della villetta. A questi accertamenti si aggiunge la controversa consulenza psichiatrica alla quale Sempio, attraverso i propri legali, ha già fatto sapere di non volersi sottoporre.

Il Dna sotto le unghie di Chiara resta uno dei nodi dell’inchiesta

Sul fronte genetico la Procura cerca di ottenere ulteriori informazioni dai dati disponibili. Le analisi sul materiale prelevato dalle unghie di Chiara hanno individuato un profilo del cromosoma Y ritenuto compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio.
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