Gli Stati Uniti hanno già inviato una delegazione in Pakistan. Intanto, sale la tensione nello Stretto di Hormuz. Colpita una nave mercantile iraniana
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U.S. President Donald Trump speaks during a press conference on US service member rescue in Iran in the James S. Brady Press Briefing Room at the White House on April 6, 2026 in Washington, D.C. (Photo by Samuel Corum/Sipa USA)
Il presidente degli Stati Uniti Donal Trump ha annunciato l'invio di una delegazione in Pakistan per il secondo round di negoziati. Al momento, però, Teheran non ha confermato la presenza al tavolo.
Intanto, nello Stretto di Hormuz la tensione sale. Gli Stati Uniti hanno colpito e bloccato una nave mercantile iraniana a 24 ore dalla fine della tregua che scade il 21 aprile.
«I miei rappresentanti stanno andando ad Islambad, in Pakistan», dice Trump sul social Truth, annunciando l'arrivo della delegazione nella serata di lunedì 20 aprile. La Casa Bianca manda il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, emissario e genero del presidente. È la stessa squadra schierata nel primo round di colloqui, che non hanno prodotto la fumata bianca. Trump ribadisce che Washington ha offerto «un accordo molto giusto e ragionevole, spero che lo accettino».
Senza intesa, l'operazione Epica Fury è destinata a riprendere: «Se non accettano, gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte. Basta fare la persona carina, sarà mio onore fare quello che doveva essere fatto dagli altri presidenti negli ultimi 47 anni».

