La Turchia annuncia la preparazione di un sistema di difesa aerea che sarà operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato. Intanto i Paesi del Golpo riducono la produzione di petrolio
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell'undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp.
"Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran", ha scritto il ministero su X.
Intanto Trump ribadisce che se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati "obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione.
Morte, fuoco e furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato".
18:50
«Aumento petrolio è temporaneo
Gli Stati Uniti hanno distrutto 50 navi iraniane. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ribadendo che il recente aumento dei prezzi del petrolio è "temporaneo". "Dopo l'operazione in Iran, i prezzi caleranno. Donald Trump e la sua squadra stanno seguendo da vicino i mercati", ha messo in evidenza.
"Nessuna nave da guerra americana ha osato avvicinarsi al mare dell'Oman, del Golfo persico o dello stretto di Hormuz durante questo conflitto", ha detto il portavoce dei pasdaran Ali-Mohammad Naïni. La precisazione arriva dopo il post - poi cancellato - del ministro dell'Energia Usa in cui si annunciava che la marina statunitense aveva scortato la prima petroliera attraverso lo stretto.
18:40
«Nessuna nave americana ha osato avvicinarsi allo stretto di Hormuz
L'Iran afferma che nessuna nave americana "ha osato" avvicinarsi allo stretto di Hormuz. Lo dicono i Guardiani della rivoluzione.
17:40
Tonfo del greggio dopo l'annuncio Usa sulla petroliera scortata
L'annuncio del ministro dell'Energia americano Chris Wright sull'attraversamento dello Stretto di Hormuz ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X. Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.
19:10
Casa Bianca: «Usa non hanno scortato alcuna petroliera a Hormuz
Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo che il segretario dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con "successo" una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.
17:30
Gli Usa hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz
Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz "con successo". Lo afferma il segretario all'Enerigua Chris Wright. "Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran", ha aggiunto.
15:25
Iran, arrestate 30 persone accusate di spionaggio tra cui uno straniero
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero. Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, "stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista" ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.
14:00
Regno Unito, Italia e Germania lavorano a opzioni per proteggere navi a Hormuz
"Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran". E' quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d'Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. E' stata inoltre sottolineata "l'importanza vitale della libertà di navigazione" e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.
Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l'attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran. Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta "lavorando a stretto contatto" coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz "mentre il quadro delle minacce evolve", ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando.
13:38
Iran, Hegseth: fine del conflitto sarà decisa da Trump
La fine dell'attuale guerra con l'Iran sarà decisa dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e una nuova guerra per l'espansione della democrazia "non è mai la prospettiva che il presidente sta perseguendo". Lo ha detto il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono. "Il disgusto degli americani per le campagne militari apparentemente infinite che hanno caratterizzato gli ultimi due decenni li ha spinti a votare per un approccio diverso eleggendo il presidente Donald Trump", ha detto Hegseth. "Capisco queste preoccupazioni, perché ho sentito molte persone che hanno vissuto - io stesso ho vissuto - 20 anni di quelle guerre, preoccupate di essere trascinate dentro, preoccupate per l'espansione della missione, preoccupate per la costruzione della nazione o l'espansione della democrazia: questa non è mai stata la prospettiva perseguita dal presidente", ha detto il capo del Pentagono. "Solo perché i precedenti presidenti e segretari hanno deciso di investire più risorse e più persone verso un obiettivo finale non guidato, non significa che il mondo debba essere così oggi", ha aggiunto. "In effetti, il popolo americano ha votato per un approccio diverso. Ma ciò che il presidente ha affermato fin dall'inizio è che l'Iran non può avere un'arma nucleare", ha concluso.
11:42
Trump: potrei essere disposto a parlare con l'Iran
Donald Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l'Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni: lo ha affermato martedì la rete di notizie via cavo. Trump ha detto a Fox di aver sentito che Teheran voleva fortemente parlare, ripreso da Reuters sul sito. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei: "Non credo che possa vivere in pace".
11:42
Ad Aramco: «Rischi catastrofici per mercati petroliferi»
La guerra in Medioriente può avere conseguenze potenzialmente "catastrofiche" per i mercati petroliferi. E' l'allarme lanciato dell'ad del colosso petrolifero Saudi Aramco, Amin Nasser, durante una conference call in occasione della pubblicazione dei risultati finanziari del 2025. Se "si prolungheranno le disfunzioni" causate dalle attività belliche nel Golfo, ha sottolineato, "le conseguenze saranno catastrofiche per i mercati petroliferi globali". "È assolutamente cruciale - ha aggiunto - che il trasporto marittimo riprenda nello Stretto di Hormuz" attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio.
11:41
Nuovi attacchi di Israele a Teheran
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l'avvio di una seconda ondata di attacchi a Teheran, nell'undicesimo giorno di guerra. In una nota, le Idf fanno sapere di aver "avviare un'ondata di raid contro obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran".
11:39
Iran a Trump: fate attenzione a non essere eliminati voi
"L'Iran non ha paura delle vostre minacce vuote": lo ha detto il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, rivolgendosi al presidente Donald Trump, che aveva minacciato che gli Stati Uniti avrebbero colpito l'Iran più duramente se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz. "Chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l'Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati", ha aggiunto sul suo account X.
11:36
L'arcivescovo di Washington: guerra Usa illegittima
"Non è moralmente legittimo". Il cardinale Robert W.McElroy, arcivescovo di Washington, condanna la decisione degli Stati Uniti di entrare in guerra con l'Iran. Non usa giri di parole: "Al momento attuale, la decisione degli Stati Uniti di dichiarare guerra all'Iran non soddisfa i criteri di una guerra giusta, condizione necessaria per una guerra moralmente legittima". In una intervista al quotidiano Catholic Standard, rivista dell'arcidiocesi cattolica di Washington, il porporato cita l'insegnamento cattolico sulla guerra giusta e accusa gli Usa di aver violato almeno tre requisiti.
Gli Stati Uniti "non stavano rispondendo a un attacco iraniano esistente o imminente e oggettivamente verificabile. Come ha dichiarato categoricamente Papa Benedetto, la dottrina cattolica non sostiene la guerra preventiva, cioè una guerra giustificata da speculazioni su eventi futuri. Se la guerra preventiva fosse accettata moralmente - sostiene McElroy -, allora tutti i limiti alla causa per entrare in guerra sarebbero messi in estremo pericolo".
11:34
Iran, oltre 1.300 morti dall'inizio della guerra
Secondo funzionari del governo iraniano, il numero di persone uccise in Iran dall'inizio della guerra ha raggiunto quota 1.332. Lo riferisce la Bbc. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani afferma che tra loro ci sono 206 donne e bambini e che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.
10:07
La Turchia schiera i Patriot
La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della Difesa Nazionale ha affermato "alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati".
10:06
Netanyahu: «Stiamo spezzando le ossa all'Iran»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta "spezzando le ossa" al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che "non ha ancora finito". "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro", ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. "Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito", ha aggiunto.
10:04
Presidente Parlamento Iran: «Non vogliamo assolutamente un cessate il fuoco»
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha respinto l'idea che la fine della guerra possa avvenire attraverso negoziati con Stati Uniti e Israele. "Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco", ha scritto in un post su X. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia in modo che impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran". Ghalibaf ha aggiunto che l'Iran vuole interrompere il ciclo "guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra", una strategia che, a suo dire, Israele starebbe utilizzando per affermare la propria egemonia.
10:02
Bloomberg, i Paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio
I Paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.
08:08
Netanyahu: il rovesciamento del regime iraniano è in mano al popolo
Il rovesciamento del regime in Iran è nelle mani del popolo iraniano. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita al Centro Operativo Nazionale per le Emergenze Sanitarie. "La nostra aspirazione è quella di indurre il popolo iraniano a liberarsi dal giogo della tirannia", ha aggiunto il premier. "In ultima analisi, dipende da loro. Ma non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa. Se insieme al popolo iraniano avremo successo, porremo fine in modo permanente a queste cose e porteremo un cambiamento".
07:58
L'ambasciata Usa a Beirut invita i connazionali a lasciare il Libano
L'ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un "rifugio" se non intendono lasciare il Libano. Lo riferisce la Bbc. In un avviso di sicurezza emesso stamani, l'ambasciata afferma che i cittadini statunitensi "dovrebbero seriamente considerare" di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall'aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo.
07:38
Iran, i pasdaran: Stretto di Hormuz chiuso per i nemici
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno confermato l'intenzione di bloccare il passaggio nel Golfo delle petroliere che trasportano greggio per Stati Uniti, Israele e loro alleati. "L'Iran non consentirà più l'esportazione di un solo litro di petrolio dalla regione alla parte belligerante e ai complici", si legge in una nota dei Pasdaran riportata dai media iraniani.
07:21
Petrolio: brusco calo prezzi
I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente lunedì sera, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere che il conflitto con l'Iran potrebbe essere prossimo alla fine. Il greggio Brent è sceso a 89,20 dollari al barile, in calo di oltre 30 dollari rispetto alla sera prima, dopo un'intervista con la Cbs News in cui Trump ha affermato: "Penso che la guerra sia praticamente conclusa". Le dichiarazioni hanno sollevato i mercati azionari statunitensi, con il Dow Jones Industrial Average che ha chiuso in rialzo dello 0,5% a 47.740,80 punti, dopo essere sceso al livello più basso da fine novembre.
07:10
Iran, colpita base aerea Usa in Iraq
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica afferma di aver preso di mira una base aerea statunitense nel Kurdistan iracheno. L'ufficio stampa dell'Irgc ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di aver preso di mira il quartier generale dell'esercito statunitense presso la base aerea di Harir a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Cinque missili sono stati lanciati contro la base militare, aggiunge la dichiarazione. Lo riporta Al Jazeera.
06:55
Iran, Araghchi: Usa puntavano a vittoria lampo ma hanno fallito
Stati Uniti e Israele erano certi di una vittoria lampo in Iran, ma così non è stato. Per il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, i nemici del regime hanno fallito. " Pensavano che nel giro di due o tre giorni avrebbero potuto ottenere un cambio di regime e ottenere una vittoria rapida e netta, ma hanno fallito", ha detto alla Pbs, "ora stanno provando altri piani, ma anche quelli hanno fallito. Non credo che abbiano in mente una soluzione realistica. Ci hanno semplicemente attaccato alla cieca".
06:54
Iran, Kuwait: intercettati due missili balistici
Le forze armate del Kuwait hanno intercettato una serie di obiettivi aerei ostili penetrati nello spazio aereo del paese dalle prime ore di oggi, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Kuwait News Agency citando il portavoce del ministero della Difesa, colonnello Saud al Atwan. Secondo il portavoce, i sistemi di difesa aerea hanno individuato due missili balistici ostili nel sud del paese, che sono stati intercettati e distrutti con successo, oltre a un drone ostile.
06:48
Colpiti laboratori nucleari nell'area di Teheran
L'aeronautica militare israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell'area di Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana N12, sottolineando che alcuni di essi erano stati attaccati già durante l'operazione 'Leone nascente' dello scorso giugno e ora sono stati nuovamente colpiti.
06:46
Iran, crolla il prezzo del petrolio
I prezzi del petrolio sono crollati bruscamente lunedì sera, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha lasciato intendere che il conflitto con l'Iran potrebbe essere prossimo alla fine. Il greggio Brent è sceso a 89,20 dollari al barile, in calo di oltre 30 dollari rispetto alla sera prima, dopo un'intervista con la Cbs News in cui Trump ha affermato: "Penso che la guerra sia praticamente conclusa". Le dichiarazioni hanno sollevato i mercati azionari statunitensi, con il Dow Jones Industrial Average che ha chiuso in rialzo dello 0,5% a 47.740,80 punti, dopo essere sceso al livello più basso da fine novembre.
06:07
Iran: «I negoziati non sono all’ordine del giorno»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp.
Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "molto presto". Il ministro ha dichiarato all'emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno.

