Alcuni consiglieri del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo starebbero sollecitando a presentare pubblicamente una strategia di uscita dal conflitto con l'Iran. Lo riporta il quotidiano statunitense "Wall Street Journal" citando fonti anonime dell'amministrazione presidenziale. Secondo il giornale, collaboratori del presidente lo stanno sollecitando a sostenere pubblicamente che gli obiettivi militari del conflitto siano in gran parte già stati raggiunti: tra questi la distruzione del programma missilistico iraniano, il drastico ridimensionamento della marina di Teheran, la fine del sostegno ai gruppi alleati nella regione e la negazione all'Iran della possibilità di dotarsi di armi nucleari. Stando al quotidiano, alcuni consiglieri temono che un conflitto prolungato possa erodere il sostegno politico al presidente, nonostante dai sondaggi emerga che almeno i Repubblicani sostengono in larga parte gli attacchi contro l'Iran. Diversi esponenti del partito avrebbero espresso però forte preoccupazione per l'impatto della guerra sulle elezioni di medio termine.

Il quotidiano riferisce inoltre che l'amministrazione sta valutando una strategia di comunicazione più incisiva per giustificare il conflitto, mentre l'aumento dei prezzi della benzina alimenta il malcontento pubblico. I sondaggi indicano che una lieve maggioranza dei cittadini statunitensi è contraria alla guerra, con posizioni fortemente divise lungo linee di partito. Funzionari dell'amministrazione citati dal giornale hanno comunque affermato che il conflitto difficilmente terminerà finché l'Iran continuerà ad attaccare Paesi della regione e Israele proseguirà le operazioni militari.

Trump, aggiungono le fonti, non intende porre fine alla guerra finché non potrà rivendicare una vittoria soddisfacente, e sarebbe sorpreso dal fatto che Teheran non abbia ancora ceduto di fronte ai bombardamenti statunitensi e israeliani.

Le ultime dichiarazioni pubbliche di Trump, che ha sostenuto gli obiettivi del conflitto siano di fatto già stati raggiunti, paiono avvalorare almeno in parte le indiscrezioni del "Wsj", che però sono state smentite con decisione dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt: "Questa storia è piena di sciocchezze provenienti da fonti anonime che, posso garantirlo, non sono nella stanza con il presidente Trump".

Leavitt ha aggiunto che i collaboratori del presidente sono impegnati "24 ore su 24" per assicurare il successo dell'operazione militare denominata "Epic Fury", e che la conclusione delle operazioni sarà decisa dal comandante in capo.