I ministri degli Esteri e della Difesa riferiscono in aula sulla posizione dell’Italia nelle tensioni in Medio Oriente: «Non siamo in guerra ma ci dobbiamo aspettare di tutto»
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GIUSEPPE LAMI
«Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree della crisi». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni sull'Iran in aula alla Camera. «La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila», ha aggiunto. «Stella polare del nostro impegno – ha proseguito il ministro – resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa».
Tajani: «Partner del Golfo hanno chiesto sostegno dell’Italia»
Di fronte agli «attacchi indiscriminati» dell'Iran ai Paesi della regione - ha aggiunto Tajani - «alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell'Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste. Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta, con le modalità che illustrerà nel dettaglio il ministro Crosetto. Per questo rivolgo un nuovo ancorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso, le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti», ha aggiunto.
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Crosetto: «Difesa aerea per i Paesi del Golfo e Cipro»
«Avevamo 2.576 persone nell'area interessata dalla crisi in Medioriente prima che iniziasse il conflitto - ha spiegato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran - e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni».
«Dobbiamo rivalutare - ha spiegato ancora il ministro della DIfesa - i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro. Visto quello che è successo in Turchia e a Cipro - ha detto ancora Crosetto – ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato».
«Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Non c'è un tema» di concessione di basi. «Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L'Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane». Eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa sul territorio italiano per attacchi in Iran saranno condivise con il Parlamento, ha aggiunto il ministro della Difesa.
La bozza della risoluzione di maggioranza
Nella bozza della risoluzione di maggioranza che andrà oggi in Aula e che a breve sarà al centro di una riunione del centrodestra si chiede impegno del governo «a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana» e a «confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico».



