Il Tribunale di Milano respinge il ricorso urgente di Mediaset e Fininvest contro la piattaforma di Elon Musk
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Elon Musk segna un punto contro Mediaset e Fininvest. Il Tribunale di Milano ha respinto l’istanza cautelare presentata dagli avvocati delle società presiedute da Marina e Pier Silvio Berlusconi, che chiedevano a X di rimuovere i post diffamatori contro la famiglia Berlusconi e di impedire la futura pubblicazione di contenuti identici o analoghi.
Il caso nasce da una serie di messaggi comparsi sul social network di Musk, nei quali Marina e Pier Silvio Berlusconi, il padre Silvio e le aziende di famiglia venivano insultati con accuse gravissime e termini pesantissimi. I legali avevano chiesto al Tribunale un intervento urgente per cancellare quei contenuti e bloccare la loro ripubblicazione attraverso nuovi account.
La richiesta di Mediaset e Fininvest contro X
La squadra legale guidata da Stefano Previti sosteneva che X dovesse assumersi una responsabilità simile a quella di un mezzo d’informazione tradizionale. Secondo questa impostazione, la piattaforma non sarebbe un semplice contenitore neutro, ma un “hosting provider attivo”, cioè un soggetto capace di intervenire sui contenuti, organizzarli, filtrarli e quindi risponderne in modo più diretto.
Mediaset e Fininvest chiedevano non solo la rimozione dei post già individuati, ma anche un ordine più ampio: impedire ogni futura memorizzazione, indicizzazione e pubblicazione di contenuti identici o equivalenti a quelli ritenuti illeciti.
Perché il Tribunale ha respinto il ricorso
Il Tribunale di Milano ha scelto una linea diversa. Secondo i giudici, allo stato non emerge la prova che X svolga un’attività di filtro tale da equipararla a un editore tradizionale. Inoltre, la piattaforma avrebbe rimosso tempestivamente i contenuti segnalati, salvo un primo post dell’ottobre 2024 rimasto online per quindici giorni.
Il problema, però, resta aperto: dopo ogni rimozione, lo stesso soggetto avrebbe continuato a pubblicare contenuti simili creando nuovi account e aggirando i blocchi della piattaforma.
Il nodo della diffamazione seriale sui social
La decisione è provvisoria e Mediaset e Fininvest hanno già annunciato battaglia nel giudizio di merito. Le società parlano di un tema «sempre più urgente»: la tutela concreta di chi diventa bersaglio di campagne diffamatorie seriali online.
Il punto giuridico è delicato. Da un lato c’è la necessità di rimuovere contenuti diffamatori, offensivi e potenzialmente lesivi della reputazione. Dall’altro c’è il limite entro cui una piattaforma può ricevere l’obbligo di controllare in anticipo tutto ciò che gli utenti pubblicano. Continua a leggere su La Capitale.

