Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell'1,35%.

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%). L'Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Lo spread tra Btp e Bund in avvio di settimana schizza a 99 punti base, sui massimi da giugno scorso. Il rendimento del decennale italiano oltrepassa il 4% aggiornandosi ai livelli di luglio 2024. Il Bund tedesco è oltre il 3% confermando i massimi dal 2011.