Nel mirino dell’imprenditore italo-americano le insinuazioni del rapper milanese su un suo presunto ruolo nel favorire contatti tra Donald Trump e alcune donne. I legali dell’artista: «Nessuna diffamazione, solo diritto di cronaca»
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Fedez
Fedez nei guai, querela milionaria dopo il podcast. Una puntata, qualche frase di troppo – secondo l’accusa – e una denuncia che rischia di trasformarsi in un caso giudiziario di primo piano. Il rapper finisce nel mirino dell’imprenditore italo-americano Paolo Zampolli, che ha deciso di portarlo in tribunale insieme a Mr. Marra per diffamazione aggravata dopo i contenuti diffusi nel “Pulp Podcast”.
Querela milionaria contro Fedez: cosa è successo nel podcast
Al centro della vicenda ci sono alcune dichiarazioni legate al caso Jeffrey Epstein, figura già al centro di uno dei più grandi scandali internazionali degli ultimi anni. Durante la puntata, il nome di Zampolli viene accostato a quel contesto, con riferimenti che – secondo la querela – lascerebbero intendere un coinvolgimento grave e mai provato.
Nelle sei pagine depositate alla Procura di Milano, tramite l’avvocato Maurizio Miculan, l’imprenditore respinge ogni accusa e parla apertamente di contenuti «falsi e gravemente diffamatori». Il punto, spiega, non è solo ciò che viene detto, ma il contesto in cui viene inserito il suo nome: un’associazione che, per chi ricopre incarichi pubblici e internazionali, può avere conseguenze devastanti.
Zampolli, infatti, sottolinea il suo ruolo nel panorama globale, tra attività imprenditoriali e incarichi istituzionali, oltre al rapporto di lunga data con Donald Trump, che lo ha nominato rappresentante speciale per le partnership globali.
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