Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense. Il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari, ha dichiarato che il controllo dello Stretto di Hormuz torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane.

"La decisione dell'Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina", ha aggiunto. "Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l'Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l'Iran", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.

Sulla stessa linea il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, che ha accusato il presidente statunitense Donald Trump di diffondere "menzogne", affermando che "tutte e sette le dichiarazioni rilasciate in un'ora sono false".

Ghalibaf ha inoltre ribadito che, in caso di prosecuzione del blocco, "lo stretto di Hormuz non resterà aperto" e che il transito avverrà esclusivamente lungo rotte designate e previa autorizzazione iraniana. "L'apertura o la chiusura dello stretto e le regole che lo governano saranno determinate sul terreno, non sui social media", ha aggiunto, definendo la comunicazione statunitense parte di una "guerra psicologica".