Al forum in Svizzera presidente americano ha ribadito la volontà di annettere l’isola danese: «L’abbiamo salvata durante la Seconda guerra mondiale, Copenaghen ingrata». Sui dazi: «Servono a far pagare i Paesi che ci hanno danneggiato»
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
epa12667645 US President Donald Trump speaks during his special address at the 56th annual meeting of the World Economic Forum (WEF) in Davos, Switzerland, 21 January 2026. The meeting under the topic 'A Spirit of Dialogue' brings together entrepreneurs, scientists, and corporate and political leaders in Davos and takes place from 19 to 23 January in Davos. EPA/GIAN EHRENZELLER
Una Davos ammutolita mentre parla Donald Trump, con l'aria che sembra fermarsi quando il presidente americano pronuncia le parole «abbiamo bisogno» della Groenlandia.
Dentro la capiente Congress Hall, piena all'inverosimile e con il servizio d'ordine costretto a sgomberare gli ingressi, si odono poche risate del pubblico. Una quando Trump prende di mira le politiche climatiche europee, con le pale eoliche che «uccidono gli uccelli». Un'altra quando Trump fa una battuta dal sapore di sfida, «volete che parli della Groenlandia? L’avevo lasciata per la fine del discorso».
«Amo l'Europa ma non sta andando nella giusta direzione», ha detto Donald Trump al forum di Davos. Gli Stati Uniti sono il «motore economico del pianeta». Gli Usa vanno verso «una crescita mai vista prima, probabilmente mai vista prima in alcun Paese», ha affermato citando una stima di crescita del 5,4%.
«Solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza» mondiale con il controllo della Groenlandia, ha spiegato il presidente Usa. «Sono felice di tornare qui a Davos per incontrare tanti amici e qualche nemico». «Gli Usa sono stati trattati molto male dalla Nato – ha aggiunto il tycoon –. Abbiamo dato tanto e abbiamo ricevuto molto poco in cambio. Gli Stati Uniti hanno salvato la Groenlandia e l'hanno restituita alla Danimarca dopo la seconda guerra mondiale, ora Copenaghen è ingrata. Come siamo stati stupidi: avremmo dovuta tenerla perché è parte del nord America, è un nostro territorio», ha detto Trump prima di chiedere negoziati immediati per l'acquisizione della Groenlandia.
«Ho grandissimo rispetto - ha poi sottolineato Trump - per la Danimarca e la Groenlandia. Probabilmente non otterremo nulla, a meno che io non decida di usare una forza e una potenza eccessiva, nel qual caso saremmo, francamente, inarrestabili, ma non lo farò. Questa è probabilmente l'affermazione più importante, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia».
«Sarò con la Nato al 100% ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi»: lo ha detto Donald Trump parlando a Davos. «L'unica volta che è stato applicato l'art.5 dell'Alleanza è stato quando gli alleati europei andarono in aiuto degli Usa dopo l'11 settembre». Gli Usa vogliono «questo grosso pezzo di ghiaccio chiamato Groenlandia» e «se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto, se diranno di no, ce lo ricorderemo».
Sull’Ucraina ha poi detto che «spetta all'Europa e alla Nato occuparsene, non a noi». Trump ha detto che oggi vedrà Volodymyr Zelensky nella città svizzera. Vladimir Putin «vuole raggiungere un accordo», ha aggiunto sostenendo che anche Zelensky vuole. «Bisogna porre fine a questa guerra», ha detto ancora.
Infine, una battuta sui dazi: «Servono a far pagare quei Paesi che ci hanno danneggiato», ha detto Donald Trump parlando a Davos.

