A raccontare le bellezze nascoste nello Jonio è Francesco Sesso (campione di fotografia subacquea) nel corso della trasmissione targata LaC Kalos: «Chissà quanti tesori sono ancora da scoprire»
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C’è una Magna Grecia che non si trova soltanto nei parchi archeologici e nei musei, ma anche sotto la superficie del mare. È quella raccontata da Francesco Sesso, campione di fotografia subacquea, tra gli ospite di Kalos, il format di Diemmecom andato in onda su LaC Tv, alla riscoperta della Magna Grecia.
Per Sesso, la zona di Capo Colonna, Capo Rizzuto e Le Castella rappresenta uno dei tratti più interessanti della fascia ionica calabrese, non soltanto per la ricchezza naturalistica, ma anche per ciò che custodisce sotto il pelo dell’acqua. «Parlare dei fondali che appartengono alla Magna Grecia significa parlare di storia e chiedersi quanti tesori sommersi siano ancora da scoprire», racconta.
Un fascino legato anche alla vastità del mondo subacqueo. «Più del 70 per cento del pianeta è ricoperto d’acqua: chissà quanto c’è ancora da scoprire». Una dimensione inesplorata che, secondo il fotografo, rende il mare ancora più affascinante, soprattutto lungo le coste calabresi.
Lo Jonio, spiega Sesso, è un mare particolare, caratterizzato da grandi profondità e da condizioni che possono cambiare e riservare continuamente nuove sorprese. E proprio durante una delle sue immersioni è arrivato un incontro inatteso con la storia. «Qualche anno fa, mentre inseguivo dei pesci, mi sono imbattuto in alcuni frammenti di anfora. Successivamente ho scoperto una vastissima distesa di reperti, che oggi è un sito censito».
Una scoperta che racconta quanto il patrimonio archeologico sommerso possa ancora restituire testimonianze preziose del passato. Frammenti apparentemente silenziosi che, osservati dal fondo del mare, diventano tracce concrete delle civiltà che hanno attraversato e abitato queste coste.
Ma immergersi, per Sesso, non significa soltanto andare alla ricerca di reperti. È anche un’esperienza capace di cambiare il rapporto con il mare e con l'ambiente. «Andare sott’acqua è un fascino particolare: sentire il rumore delle bolle, avvertire il proprio respiro, significa entrare in un mondo completamente diverso e meraviglioso».
La subacquea diventa così anche una forma di educazione e consapevolezza. «Aiuta a rispettare l’ambiente, è una grande scuola di vita. Senza mare non riuscirei a immaginarmi».

