Doppio appuntamento quest’anno: il 23 maggio e dall’1 al 4 agosto. Jacopo De Fazio, codirettore artistico: «Aggregazione, cultura e buon cibo l’anima del Festival»
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Il Festival del Lamento è ormai una realtà affermata a Soveria Mannelli. Quest’anno doppio appuntamento, primaverile ed estivo: il 23 maggio per la proiezione del documentario di Giulio Regeni (nel decimo anniversario dalla sua scomparsa) e dall’1 al 4 agosto per gli appuntamenti estivi.
Tanti gli ospiti del panorama nazionale che sono già scesi in Calabria “per lamentarsi”, per poi ovviamente, proporre qualche soluzione. Tanti altri ancora quelli che quest’estate prenderanno la parola sul palco di Soveria Mannelli.
Ha risposto a qualche domanda Jacopo De Fazio, giovane studente dell’Università della Calabria (già dottore in Scienze Politiche) e co-direttore artistico del Festival.
La prima domanda è dettata da una forte curiosità! Perché “festival del lamento”?
Per esorcizzare l’abitudine, che inizialmente credevamo tutta calabrese, di lamentarsi in continuazione. L’atto del lamentarsi ha percorso millenni di storia, basti pensare al libro delle Lamentazioni - parte dell’Antico Testamento - scritto più di 2000 anni fa, fino ad arrivare a Morte e pianto rituale di Ernesto De Martino del 1958. Nell’“economia” del Festival il lamentarsi funge da catalizzatore per tutti gli eventi, spingendo i partecipanti a condividere i propri lamenti privati, nel tentativo (e nella speranza) di arrivare a una soluzione, mediante l’aggregazione, il dibattito e lo scambio di idee.

Ma spieghiamo, cos’è il festival?
Il Festival del Lamento è una rassegna culturale, organizzata da DEDA APS (l’associazione che si occupa dal 2023 dell’organizzazione del festival) , che si tiene a Soveria Mannelli, nel bel mezzo della Calabria. Sin dalla prima edizione il nostro obiettivo è stato quello di portare cultura e aggregazione in un territorio periferico, cercando di guardare il mondo dalla provincia, e non viceversa.
Quindi…nomen omen…vi lamentate in questo festival? Solo che lo fate insieme a persone che vi ascoltano!
Certo che ci lamentiamo! Idealmente, lo facciamo con la speranza di trovare una soluzione, o quanto meno, accendere una miccia che possa innescare un cambiamento. Però non fraintendermi, il festival non si esaurisce in interi pomeriggi in cui chiediamo agli avventori di cosa vogliano lamentarsi. Durante le giornate del festival abbiamo come ospiti giornalisti, poeti, scrittori, musicisti, comici (e chi più ne ha più ne metta) cui chiediamo, in primis di cosa vogliono lamentarsi, e poi di condividere le proprie esperienze. Non è raro che queste vadano a toccare argomenti e temi che in comunità di dimensioni ridotte e periferiche come la nostra, non si sentono spesso. Ciò porta al momento che più mi rende orgoglioso di fare parte di questa realtà, quando alla fine degli interventi - quando già molti avventori approfittano dei nostri Refrigeri - nasce un dibattito che coinvolge sia chi è sul palco e chi vi è sotto, in uno scambio di informazioni e di idee che arricchisce tutti.
A proposito di ospiti, sono venute a trovarvi già un bel po’ di persone nelle scorse edizioni.
Solo per citarne alcuni: Franco Arminio, Annalisa Camilli, Saverio Tommasi, Massimo Sirelli, Francesco Fanucchi, Davide Calgaro, Sarafine. Niente male, no?
Affatto. Ed invece per questa edizione ormai alle porte?
Per l’edizione primaverile che si terrà il 23 maggio proietteremo, nella ricorrenza del decimo anniversario dalla sua scomparsa, il documentario Giulio Regeni - Tutto il male del mondo e ne parleremo con i genitori, e dopo i consueti Refrigeri, concluderemo la serata con lo spettacolo “13 Stelle” della compagnia Mammut Teatro. Per quanto riguarda l’edizione estiva, posso solamente suggerire di tenere bene d’occhio i nostri canali social.
Niente spoiler?
Posso solo dire che se dovessi perdermi anche solo un giorno della prossima edizione estiva, me ne pentirei a vita.
Bene, allora che ne dici di parlare un po’ della storia di questo festival? Da chi è nata l’idea?
DEDA e il Festival del Lamento nascono nel 2023 da un'idea di Gaetano Moraca, presidente dell'associazione, che dopo aver lavorato per svariati anni a Milano come giornalista, è rientrato nel suo paese natale, Soveria Mannelli. Sentendo la necessità di portare cultura in un territorio che, per ragioni logistiche e sistemiche, era ormai in una posizione di emarginazione culturale, ha dato vita, insieme a un manipolo di coetanei concittadini, alla prima edizione del Festival. Dal 2023 DEDA e il Festival sono cresciuti di pari passo, DEDA aumentando il numero di associati, e il Festival aumentando l'affluenza ai suoi eventi.
Festival del Lamento e Calabria, qual è il nesso più forte che intercorre tra le due cose?
Come ho già detto, probabilmente all’inizio era la concezione che il “lamento perpetuo” fosse una caratteristica prettamente calabrese, ma questa idea ha iniziato a vacillare quando sempre più persone non-calabresi, venendo ai nostri eventi, arrogavano alla propria regione il primato assoluto di lamentele. Oggi ti direi che è probabilmente la volontà di resistere, anche quando la situazione sembra irrimediabilmente compromessa. Sarebbe stato infinitamente più facile dare vita al Festival del Lamento in una regione del centro-nord, su questo non ci piove, ma ti posso assicurare che non sarebbe stata la stessa cosa. Ad oggi, le aree interne (non solamente calabresi) sembrano destinate alla desertificazione, con lo spopolamento che aleggia come una inquietante presenza sui nostri paesi, ed è proprio questo il motivo per cui il Festival del Lamento non poteva nascere altrove, abbiamo qualcosa da dire e vogliamo essere noi a decidere come dirla, siamo noi a decidere come raccontarci, mettendo gli altri nella posizione di vedere il mondo dalla nostra prospettiva, e questo è un privilegio di cui il sud Italia ha raramente goduto.
Qualche proposta però, dopo le vostre lamentele, è nata!
Direi proprio di sì, anche e soprattutto grazie al contributo di chi ha partecipato alla tavolata comunitaria che ha chiuso la scorsa edizione estiva, che ha compilato un breve questionario riguardante la percezione di quali fossero le principali problematiche del territorio, abbiamo compilato il nostro "Manifesto dei lamenti" che aggrega i risultati del questionario, che chissà, un giorno potrebbero utili ai policy-makers…
Se ti chiedessi di descrivere il festival con tre parole?
Aggregazione, cultura e buon cibo (anche se sono 4)!
Ultima domanda, prima di augurarvi un in bocca al lupo, perché venire al vostro festival?
Tra i tanti motivi, direi per conoscere, e qui rubo un termine utilizzato da un signore siciliano che ha frequentato il festival lo scorso anno per tutti i 4 giorni, delle "anime affini" che condividono gli stessi interessi e la stessa visione del mondo. Vi aspettiamo a Soveria Mannelli il 23 maggio e dall'1 al 4 agosto!

