Una saggezza antica che nasce dalla terra, fatta di attese, errori e consapevolezza: il titolare dell’azienda Io & Palmi racconta il suo rapporto di amore profondo con la natura
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Vincenzo Gullo, il “filosofo contadino”, titolare dell’azienda agricola Io & Palmi, vive con la terra un rapporto di amore profondo.
«La terra insegna più di quanto immaginiamo», dice Vincenzo in questa intervista. Contadino e imprenditore calabrese, è un esempio per tanti: in lui c’è una saggezza antica che nasce dalla terra, fatta di attese, errori e consapevolezza.
Oggi Vincenzo ci racconta una stagione diversa dalle altre, che si è trasformata in una vera lezione di vita.
Vincenzo, partiamo da una riflessione molto forte: cosa è successo e cosa hai colto di diverso quest’anno?
«Noi abbiamo un piano per la vita, ma molto spesso la vita ha un altro piano per noi».
Ci fai un esempio concreto, legato al tuo lavoro nei campi?
«Quest’anno avrei voluto piantare più patate di sempre e più presto che mai; invece mi sono ritrovato a piantarne meno rispetto agli ultimi anni e più tardi che mai».
Cosa è successo esattamente?
«Io avevo un’idea, un progetto, ma le dinamiche della vita (e della natura) hanno fatto sì che non andasse come speravo, facendogli assumere un’altra forma».
E come hai reagito a questo cambiamento?
«Ho capito una cosa: va bene così! La vita e la natura mi stanno insegnando che è giusto avere delle idee e dei piani, ma senza essere schematici. Piuttosto bisogna osservare e seguire il flusso della vita, che porta sempre al risultato migliore».
Quindi, in un certo senso, è stato un “errore” evitato?
«Se quest’anno fossi stato schematico nella mia idea, piantando le patate presto, le avrei perse tutte a causa delle forti piogge invernali. Invece ho seguito il suggerimento della vita, che mi ha detto di rallentare e aspettare i tempi giusti».
C’è anche una riflessione più profonda dietro questa esperienza, vero?
«Si dice che a volte nella vita le cose non vadano come speravamo per “tutelarci” da quello che poteva essere un problema… Chissà… Intanto io ho capito che va bene così!».
Non è il solito racconto di successo: perché hai deciso di condividerlo?
«Sono qui non per raccontare successi, come sempre, ma per parlare, per una volta, di qualcosa che non è andato come speravo e che, paradossalmente, mi ha regalato uno dei più grandi insegnamenti di vita».
Qual è, allora, il senso più grande che porti a casa da questa stagione?
«Perché la vita è così: è sempre stupefacente, e tutto quello che non va come previsto finisce per dare un senso più grande alle cose. La vita non è altro che un percorso di consapevolezza e coscienza, e sono sempre immensamente felice che ogni giorno mi vengano offerte tutte queste opportunità di crescita».
E alla fine, sul piano concreto, com’è andata?
«Ma comunque, poche o tante, presto o tardi, le patate sono state seminate e a giugno saranno pronte per deliziare con il loro sapore».
Possiamo dire che avranno un sapore diverso quest’anno?
«Quest’anno non solo patate cariche di felicità, ma anche di consapevolezza».

