Il centrodestra guidato dal deputato forzista è sostenuto da 12 delle 21 liste messe complessivamente in campo per queste amministrative. E più candidati significa più territorio coperto
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A Reggio Calabria, più che una campagna elettorale, è in atto una dimostrazione di forza. Numeri alla mano, il centrodestra guidato da Francesco Cannizzaro si presenta come una vera e propria “corazzata”, capace di incidere non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello organizzativo e territoriale.
Per comprendere la portata del fenomeno bisogna partire da un dato concreto, difficilmente contestabile. Francesco Cannizzaro scende in campo con 12 liste complessive.
Una struttura che si traduce in circa 380 candidati al Consiglio comunale, con molte liste - da Forza Italia a Cannizzaro Sindaco, passando per Azione e Reggio Protagonista - composte dal numero massimo consentito: 32 candidati ciascuna.
Tradotto in termini politici, significa una cosa sola: Cannizzaro può contare su una macchina elettorale imponente, capillare, strutturata. E non è un dettaglio tecnico.
Perché ogni candidato non è solo un nome sulla scheda, ma una rete: famiglia, relazioni, contatti, consenso. Più candidati significa più territorio coperto, più presenza nei quartieri, più capacità di mobilitare voto reale.
Nel complesso, la competizione elettorale a Reggio Calabria mette in campo 21 liste e tra 640 e 665 candidati complessivi, includendo anche le altre candidature civiche.
Ma dentro questo quadro generale emerge un dato politico chiarissimo: il baricentro è tutto da una parte.
Ed è qui che si innesta il secondo elemento, ancora più decisivo.
Le oltre 11mila preferenze raccolte da Giusy Princi alle Europee 2024 nella sola città di Reggio Calabria non sono un episodio isolato. Sono la prova tangibile di una filiera politica che funziona. Una filiera costruita e guidata da Cannizzaro, dentro la quale Princi ha svolto un ruolo centrale, con una campagna elettorale condivisa, organizzata e capillare.
Non è un voto spontaneo. È un voto organizzato.
È il risultato di una rete che unisce partiti e civismo, struttura e consenso personale. Una rete dentro cui convivono Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Udc, Azione, Alternativa Popolare e una galassia di liste civiche radicate nel territorio.
È questa la vera forza del modello Cannizzaro-Princi: non solo sommare voti, ma moltiplicarli.
Perché quando una coalizione riesce a mettere in campo centinaia di candidati e contemporaneamente esprime figure capaci di raccogliere migliaia di preferenze personali, non siamo più nel campo della competizione elettorale tradizionale. Siamo dentro un sistema.
E allora si spiega anche un altro fenomeno, sempre più evidente: il livello dello scontro politico.
Possono attaccarlo sui social, possono alzare i toni, possono provare a logorarlo mediaticamente. Ma in politica esiste una regola non scritta, antica quanto il potere: non si attacca mai il debole, si attacca sempre il più forte.
E quando gli attacchi diventano continui, insistenti, quasi ossessivi, spesso raccontano più della forza di chi li subisce che della debolezza di chi li porta.
A Reggio Calabria, oggi, i numeri parlano chiaro.
E i numeri, in politica, non attaccano.
Pesano.

