Ci è voluto l'insulto al Papa perché la premier definisse inaccettabile l’arroganza del presidente americano. Ma le scelte coraggiose sono altre
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Se le aggressioni militari di Israele in Libano e degli Stati Uniti in Iran ci ripugnano, ebbene, vedere il nostro governo nazionale, gradito o meno che sia politicamente, non battere ciglio di fronte alle accuse di “vigliaccheria”, che il presidente americano dispensa da settimane nei suoi quotidiani attacchi di dissenteria verbale, Donald Trump, ci ripugna ancora di più.
Eppure è accaduto.
Giorgia Meloni ha finalmente definito “inaccettabili” le parole di Trump ed in maniera chiara.
Diciamo subito che questa è una buona notizia, sottolineata dall’appassionato intervento parlamentare di Elly Schlein in difesa del governo Meloni, che ha suscitato applausi bipartizan. Personalmente, pur non avendo alcuna simpatia per il Partito Democratico, mi unisco senz’altro all’applauso. Elly Schlein ha detto semplicemente quello che andava detto in una circostanza del genere. Ed appare alquanto fuori luogo l’atteggiamento settario di Giuseppe Conte, che ha operato dei “distinguo” francamente trascurabili.
Questo non toglie che l’ambiguità politica di Giorgia Meloni sia arrivata ormai ad una strada senza uscita. Giorgia Meloni, come si è detto, non ha fiatato quando Donald Trump l’ha definita, a più riprese, una “vigliacca” ed ha recuperato l’uso della parola, anche chiara, solo quando Trump ha attaccato il Papa, con l’atteggiamento della Figlia di Maria disposta ad accettare insulti sul suo conto ma non sulla Chiesa cattolica. Ci è voluto, insomma, l'insulto al Papa perché Giorgia Meloni definisse inaccettabile l’arroganza del presidente americano.
Vari esponenti del governo hanno definito “coraggioso” questo suo atteggiamento, ma onestamente non lo è affatto. Definire “inaccettabili” le parole di Trump sul Papa è il minimo.
Per cambiare “coraggiosamente” serve altro e Giorgia Meloni in realtà non sta facendo nemmeno finta di cambiare. Si limita ad assumere un’aura di “martirio”, che solo un cervello sopraffino come quello di Trump le poteva regalare in maniera così grossolana, per recuperare popolarità
Che cosa ci sarebbe da fare? Beh, in primo luogo, negare agli Stati Uniti le basi militari NATO sul territorio italiano. E questo, per la verità, è stato fatto.
Bisognerebbe poi uscire da quella pagliacciata del Board of Peace su Gaza, organismo che sta distruggendo l’ONU che noi siamo gli unici in Europa ad appoggiare, sia pure in qualità di osservatori.
Bisognerebbe quindi contribuire alla ridefinizione della politica estera europea, attualmente pacifista ma con la mimetica e gli anfibi anche nella sua variante “di sinistra”, magari investendo di più su scuola e sanità e di meno in armamenti. Soprattutto bisognerebbe contrastare il suonatore di organetto Trump e la sua scimmietta Vance quando ci spiegano che l’Europa è la fonte di ogni male, ma è piuttosto difficile, visto che Trump e Vance scrivono le prefazioni ai libri di Giorgia Meloni nelle loro edizioni americane.
Bisognerebbe infine togliere il vergognoso blocco navale contro i migranti, chiamare senza ambiguità “genocidio” quello di Gaza e riconoscere lo Stato palestinese.
Ma esiste, in Italia come nell’intera Europa, un governo, di destra o di sinistra, disposto a fare questo, cioè a cambiare?
Per il momento questa domanda è senza risposta.

