Puntata vivace di “Scamorza Italia” con Antonella Grippo: tra ironia e confronto serrato, ospiti di alto profilo discutono di politica, magistratura e attualità. Dal caso Piantedosi al referendum, fino alla sanità calabrese, il dibattito unisce analisi, polemiche e momenti di leggerezza
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Una trasmissione vivace, densa di contenuti e animata da ospiti di grande qualità quella andata in onda con il titolo “Scamorza Italia”, scritta, condotta e diretta da Antonella Grippo. Con la consueta verve intellettuale e una raffinata capacità di orchestrare il confronto tra voci diverse, la giornalista ha dato vita a un dibattito serrato che ha attraversato politica, magistratura, costume e perfino gossip, senza mai perdere il filo di un ragionamento pubblico di grande respiro.
La puntata si apre con un commosso ricordo di Domenico Martelli, scomparso prematuramente a soli 56 anni, cui Antonella Grippo ha dedicato parole di sincera partecipazione e commozione.
Sin dall’apertura, la Grippo ha dato il tono della serata con una delle sue proverbiali stoccate ironiche. Introducendo il caso che riguarda il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha dichiarato con arguzia: “secondo me deve dimettersi per aver smontato il mito del mandrillo italico”. Una battuta che ha immediatamente acceso il clima del dibattito.
Gli ospiti
In studio erano presenti il generale Giuseppe Graziano, il Procuratore della Repubblica di Crotone Domenico Guarascio, il giornalista di LaC News24 Massimo Clausi e il consigliere regionale del Pd Giuseppe Falcomatà. In collegamento, invece, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, la sottosegretaria di Stato Matilde Siracusano, il magistrato Annalisa Imparato e il vicepresidente del senato Gianmarco Centinaio.
Il confronto è entrato subito nel vivo quando Antonella Grippo ha posto una domanda tanto provocatoria quanto stimolante: “Lo ha annunciato Occhiuto che la Calabria è finalmente uscita dal commissariamento della sanità, ma non è che in Italia la politica è stata commissariata dalla magistratura?”
Il procuratore Guarascio ha risposto con nettezza: “La magistratura non ha mai inteso commissariare la politica”.
La Grippo ha poi “sfruculiato” Guarascio chiedendogli di spiegare cosa sia una “mazzetta”, e il magistrato ha replicato con una definizione tanto semplice quanto efficace: “È uno schema molto antico, vuol dire farsi pagare per i propri servigi.”
Grippo ha rilanciato con una riflessione pungente: quando un magistrato punta un colletto bianco, potrebbe anche lucrare in termini di notorietà. La risposta del procuratore è stata ironica e brillante:
“No, vorrei essere più noto per la mia caratura sexy.”
Il merito dell’uscita dal commissariamento
Il generale Giuseppe Graziano ha poi sottolineato il valore politico della notizia relativa alla sanità calabrese, affermando con chiarezza:
“Dell’uscita dal commissariamento sanitario dobbiamo dare assolutamente merito a Occhiuto. È un risultato importante”.
Il titolo della trasmissione, “Scamorza Italia”, ha dato lo spunto per un vivace scambio di opinioni. Matilde Siracusano ha attribuito la “scamorza molliccia” all’opposizione, sostenendo che non riesca mai a essere concorde al proprio interno.
Il giornalista Massimo Clausi ha posto una domanda particolarmente significativa: ha chiesto conto del famoso incontro tra Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, interrogandosi sul futuro politico del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto all’interno del partito.
Matilde Siracusano ha risposto con misura istituzionale, spiegando che si tratta delle normali dinamiche interne ai partiti.
Vittoria Baldino ha proposto una lettura più ampia del titolo della trasmissione, sostenendo che “scamorza” rappresenti la dissoluzione dell’Italia davanti a Donald Trump, rispetto al quale – secondo la deputata – il Paese non riuscirebbe a prendere una posizione netta.
Il referendum
Si è poi passati al tema del referendum. All’indomani della vittoria del No, Giuseppe Conte ha dichiarato la necessità di andare alle primarie. Dal canto suo il procuratore Nicola Gratteri, dal suo pulpito, ha invitato alla calma, ricordando che all’interno di quel No vi sono molti voti provenienti proprio dal centro-destra. Guarascio ha dichiarato di condividere pienamente la posizione di Gratteri.
Su chi abbia vinto questa contesa referendaria, Giuseppe Graziano ha offerto una riflessione di notevole spessore: secondo lui questa battaglia l’ha vinta proprio Gratteri e i singoli magistrati che hanno saputo comunicare meglio di quanto sappia fare la politica.
A quel punto Antonella Grippo ha provocato Vittoria Baldino chiedendole se non sia una usurpazione da parte della magistratura condurre battaglie politiche. La deputata ha ringraziato Gratteri per averci “messo la faccia”, ricordando tuttavia che anche molti altri – dai politici agli artisti – hanno fatto lo stesso.
Falcomatà e la “cazzimma” del Sud
Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha proposto un’interpretazione ironica del titolo della trasmissione: al posto della scamorza avrebbe messo la “mozzarella di bufala”, perché – a suo dire – di bufala si tratterebbe.
Falcomatà ha spiegato che la fine del commissariamento della sanità è arrivata all’indomani della firma delle preintese sull’autonomia differenziata e che, senza la fine del piano di rientro, tale risultato resta “poca cosa”.
Il caso Imparato
In collegamento è intervenuta il magistrato Annalisa Imparato, emblema dei sostenitori del sì. Dopo la vittoria del No, alcuni esultanti avevano festeggiato al grido “Chi non salta Imparato è”.
Con grande eleganza, il magistrato ha risposto che ormai quei giorni di esultanza paiono lontani.
Matilde Siracusano ha colto l’occasione per rivendicare di non aver visto sufficiente solidarietà da parte dei colleghi nei confronti di Annalisa Imparato.
Ironia e costume: il caso Piantedosi
Nel corso della trasmissione non sono mancati momenti di leggerezza. Antonella Grippo ha ricordato al procuratore Guarascio: “Io avevo promesso il primato della virilità maschile a Gratteri”.
Guarascio ha replicato con ironica sicurezza rivendicando il primato per sé.
Tornando alla vicenda Piantedosi, la conduttrice ha osservato come agli italiani interessi moltissimo il gossip, sostenendo che “l’Italia è bovarista”.
Il generale Graziano ha condiviso questa lettura, aggiungendo che dal punto di vista del gossip questo governo è stato poco fortunato.
Guarascio ha invece sottolineato come gli indizi secondo cui Piantedosi dovrebbe dimettersi siano “impalpabili”.
L’intervento di Centinaio
Tra gli ospiti in collegamento anche il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio. Antonella Grippo gli ha chiesto provocatoriamente:
“Cosa resta del mandrillo italico?”
Centinaio ha risposto che preferisce non commentare situazioni di gossip, ricordando come anche lui, quando era ministro, fosse stato coinvolto in chiacchiere su una sua situazione personale estiva.
Il ricordo di Bossi
Sulla recente scomparsa di Umberto Bossi, Centinaio ha affermato che il fondatore della Lega “ha cambiato il modo di fare politica ma anche il lessico della politica.”
Ancora una volta Massimo Clausi, con il suo riconosciuto acume analitico, ha posto una domanda cruciale: mentre Giorgia Meloni si reca nel Golfo, Matteo Salvini propone di comprare il gas dai russi. Come conciliare questa posizione con la difesa dell’Ucraina?
Centinaio ha replicato con una riflessione sull’ambiguità europea: se l’Europa vieta di acquistare gas russo perché significherebbe finanziare la Russia, perché consente invece l’acquisto di materie necessarie alla transizione energetica prodotte proprio in Russia?
Autonomia e divari territoriali
Falcomatà ha ricordato quando la Lega di Bossi si presentò in Parlamento con i cappi di Mani Pulite, sottolineando come il partito abbia poi sostenuto la riforma dell’ordinamento giudiziario.
Centinaio ha replicato rivendicando che Bossi nacque politicamente anche per l’esistenza della Cassa del Mezzogiorno e ha ricordato che l’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione.
A questo punto il confronto si è acceso. Centinaio ha portato al centro il tema dell’emigrazione sanitaria: il vero problema – ha detto – è quando dal Sud si deve andare in Lombardia, Piemonte o Toscana per farsi curare.
Falcomatà ha replicato con grande determinazione: “Perché un sindaco del Mezzogiorno deve aprire l’asilo nido con i fondi della coesione mentre un sindaco del centro nord apre un asilo nido con i fondi del trasferimento dello Stato?”
La risposta di Centinaio è apparsa totalmente distante dalle liturgie del politicamente corretto: “Forse perché il sindaco del centro nord sa gestire meglio quei fondi.”
A quel punto Falcomatà si è scaldato come poche volte, rivendicando con forza che devono essere pari le opportunità economiche. È stato uno dei momenti più intensi della trasmissione, segnato dalla cazzimma tanto di Falcomatà quanto di Centinaio.
Il referendum e la riflessione di Graziano
Tornando al referendum sull’ordinamento giudiziario, il generale Giuseppe Graziano ha sottolineato come la posizione di Antonio Di Pietro appaia assolutamente inspiegabile. Secondo Graziano, il passaggio tra Prima e Seconda Repubblica lo si deve proprio a Di Pietro, in negativo chiaramente.
Con una confessione personale, Graziano ha poi raccontato di essersi trovato in passato nelle aule giudiziarie da imputato, con l’accusa rappresentata proprio dal procuratore Guarascio. Dopo attente analisi, Guarascio lo assolse. Un episodio che – ha sottolineato il generale – dimostra come la magistratura possa operare bene, soprattutto quando non cerca la notorietà.
Una trasmissione di rara qualità
La puntata di “Scamorza Italia” ha mostrato la capacità di Antonella Grippo di costruire un dibattito ricco, complesso e sorprendentemente armonico. Il livello degli ospiti – dal generale Giuseppe Graziano al giornalista Massimo Clausi, dal procuratore Guarascio ai rappresentanti politici – ha garantito una discussione di altissimo profilo.
Clausi e Graziano, in particolare, si sono distinti per un acume analitico che ha impreziosito la serata, mentre gli interventi di Falcomatà, Baldino, Siracusano e Centinaio hanno offerto un quadro politico vivace e articolato.
Ma il merito più grande resta quello della conduttrice. Antonella Grippo dimostra ancora una volta uno straordinario sforzo nel preparare e organizzare una trasmissione tanto complessa quanto brillante. Le sue idee, originalissime nel panorama nazionale, rappresentano un autentico baluardo di libertà intellettuale e di sperimentazione televisiva.
Le idee geniali della Grippo, restituiscono alla televisione la sua funzione più nobile: quella di interrogare il potere e di stimolare il pensiero critico. Una lezione di giornalismo e di conduzione che merita di essere riconosciuta e valorizzata.


