Alla domanda diretta  – se il voto favorevole della Calabria in Conferenza Stato-Regioni sulle pre-intese dell’autonomia differenziata fosse il prezzo pagato per accelerare l’uscita dal commissariamento sanitario – Roberto Occhiuto non si sottrae. Ma la risposta, più che lineare, è un percorso a zig zag che alla fine lascia un messaggio politico preciso, farcito da un invito alle opposizioni a “studiare di più”. «Ho utilizzato questo passaggio per ottenere qualcosa». È questa la frase che resta come chiave di lettura. Occhiuto nega lo scambio, lo fa esplicitamente – “nessuno scambio” – ma nello stesso tempo rivendica una scelta funzionale. Non casuale, non neutra. Occhiuto respinge la logica del baratto, ma ammette l’uso politico del voto: “creare le condizioni”, “ottenere qualcosa”, “uscire più facilmente dal piano di rientro”. Parole che si rincorrono nel suo intervento e che delineano una strategia più che una giustificazione.

Occhiuto: «Ora rafforzare il sistema sanitario»

La sanità calabrese esce ufficialmente dal commissariamento. Un passaggio storico per la Regione, che ora punta al secondo obiettivo: chiudere definitivamente anche il piano di rientro. A rivendicare il risultato è il presidente Roberto Occhiuto, che nel corso di un punto stampa che si è svolto al decimo piano della Cittadella, ha parlato di “un cambio di passo riconosciuto anche dai ministeri” e ha rilanciato sulla necessità di consolidare i progressi. «Non basta uscire dal commissariamento – è la linea del governatore – ora bisogna creare le condizioni per rafforzare davvero il sistema sanitario». Un passaggio che significa, soprattutto, avere più autonomia nelle scelte e nella gestione delle risorse. A tal proposito il presidente ha fatto sapere che tratterà a sé la delega alla sanità.
Il risultato, sottolinea Occhiuto, è frutto di un lavoro portato avanti insieme al governo guidato da Giorgia Meloni e ai ministeri competenti, che hanno accompagnato la Regione nel percorso di risanamento.

Più risorse e meno vincoli

Con la fine del commissariamento si apre una fase nuova. Negli ultimi anni la Regione aveva accantonato circa 60 milioni di euro, risorse rimaste in gran parte inutilizzate proprio a causa dei vincoli imposti dalla gestione straordinaria. Ora quei fondi potranno essere impiegati per rafforzare la sanità territoriale, migliorare i servizi e intervenire sulle criticità storiche.
Resta però il nodo del piano di rientro: finché sarà in vigore, alcune limitazioni continueranno a pesare. Per questo l’obiettivo politico e amministrativo è chiaro: uscirne nel più breve tempo possibile.

Medici, concorsi e segnali di inversione

Tra i primi effetti del nuovo corso della sanità regionale Occhiuto rivendica un rinnovato interesse verso il sistema sanitario calabrese. Dopo anni di difficoltà nel reclutamento, aumentano le domande ai concorsi. «Il caso simbolo è quello dell’ospedale di Cosenza, dove per anestesia e rianimazione sono arrivate oltre cinquanta candidature, un dato che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile».

La sfida dei giovani e il “reddito di merito”

Il tema dell’emigrazione resta centrale. Molti studenti lasciano la Calabria già dopo il diploma, molti altri dopo la laurea triennale spesso costretti da costi elevati per studiare fuori regione. Per contrastare questo fenomeno, la giunta ha introdotto il cosiddetto “reddito di merito”, esteso anche ai laureati, con l’obiettivo di sostenere economicamente le famiglie e incentivare la permanenza sul territorio.

Riforme sì, ma con prudenza

Archiviato il commissariamento, si apre ora il capitolo delle riforme strutturali. Sul tavolo c’è il riassetto del sistema sanitario regionale, a partire dal rapporto tra aziende ospedaliero-universitarie e spoke. Un intervento delicato, su cui Occhiuto invita alla cautela: «Serve equilibrio, perché il rischio è quello di compromettere il funzionamento complessivo».
Negli altri settori – dai rifiuti agli aeroporti – la Regione è intervenuta con decisione. Sulla sanità, invece, la linea è quella della gradualità, anche alla luce delle criticità accumulate negli anni.

«Nessuno scambio politico»

Sul piano politico, il governatore respinge le critiche dell’opposizione e rivendica un’azione basata sui risultati. Nessuno scambio, assicura, ma solo un lavoro istituzionale per ottenere condizioni migliori per la Calabria.
E richiama anche il ruolo della Corte Costituzionale italiana nel definire il quadro normativo su alcuni temi sensibili, come l’autonomia differenziata.

Ora la prova decisiva

La fine del commissariamento rappresenta un punto di svolta, ma non un traguardo definitivo. La vera sfida è quella che si apre adesso: uscire dal piano di rientro e tradurre i margini di autonomia in servizi più efficienti.
Perché, al di là degli atti formali, sarà la qualità della sanità percepita dai cittadini a misurare il successo di questa nuova fase.