Nel talk show è emersa l’incapacità dei nostri rappresentanti istituzionali di essere interpreti delle inquietudini sociali come dimostra la straordinaria fiaccolata di Vibo organizzata dalla Chiesa. Lo scontro su Cannizzaro: per Scutella «è trash», per Giannetta «è bravo e diventerà sindaco»
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Lo sconcerto che provoca la politica italiana, in un periodo di grande rimescolamento di carte, è stato al centro dell’ultima puntata di Perfidia condotta dalla nostra Antonella Grippo (qui la puntata). Il centrodestra sembra aver perso la granitica compattezza di sempre, il centrosinistra litiga come al solito, il centro in perenne costruzione non sa più dove guardare. Il risultato è un minestrone che a molti italiani risulta indigesto. Anche perché questa confusione si riverbera anche nella comunicazione politica.
Un caso su tutti che la Grippo ha portato in studio è quello di Francesco Cannizzaro con i suoi richiami mistici e alla mamma che lo hanno fatto diventare un tormentone da social. La capogruppo regionale del M5s, Elisa Scutellà, definisce senza mezzi termini questa comunicazione come trash e ha detto di sentirsi offesa dalle parole del leader di Libertà e Democrazia, Giancarlo Affatato che ha definito quegli interventi in linea con un certo sentire reggino e calabrese. Per Affatato c’è poco da fare: Cannizzaro è bravo, sa interpretare il ventre molle dei reggini e diventerà certamente sindaco. Più prudente Domenico Giannetta, capogruppo di FI, che ha stigmatizzato l’informazione di oggi che ha ridotto solo a quei pochi frammenti il comizio di Cannizzaro, tralasciando invece il resto del suo discorso e i programmi per Reggio in esso contenuti.
Il forzista, che si è dichiarato tale a vita, ha detto che le vere divisioni sono nel centrosinistra e che nella sua coalizione sono tutti concentrati sul punto. Inevitabile parlare allora di quello che sta succedendo a Vibo dentro il Pd, con la segretaria provinciale Teresa Esposito presa di mira da un pezzo del partito.
Ernesto Alecci aveva negato nell’ultima puntata di Perfidia lanciando un inquietante «Teresa stai serena». La diretta interessata dice che invece le manovra all’interno del partito ci sono, nonostante i risultati raggiunti da ultimo con il referendum. Sono i soliti mondi interni ai dem che si scontrano, ma una che porta in tasca la tessera del partito da oltre 40 anni ha le spalle abbastanza larghe.
La Scutellà però ha ribadito che il centrosinistra in Calabria è compatto e sta facendo un’opposizione che spesso Occhiuto vuole imbrigliare con la retorica dei gufi contro la Calabria. «La verità è che noi stiamo raccontando come stanno le cose - ha detto la Scutellà - smontando questo aggettivo ormai abusato della straordinarietà della Calabria»
Particolarmente gustoso, poi, è stato il cameo di Alberto Bertoli, figlio dell’indimenticato cantautore Pierangelo che ha rimarcato come anche la musica stia subendo lo stesso processo della politica. E’ tutto troppo veloce, troppo continuo, siamo tutti affetti dallo scrolling. Tempo per riflettere non ce n’è. Poi ha svolto una considerazione molto interessante sulla tv, che è l’unico strumento di comunicazione che ti mette davvero a nudo, dove l’ipocrisia emerge subito. Il vero terrore dei politici insomma.
Nel corso del programma c’è stato anche il tempo per parlare di Sigonella di ieri e oggi, con l’intervento di Bobo Craxi che ha spiegato le abissali differenze, accusando la Meloni di una subalternità agli Usa dimostratasi poco profittevole per il Paese. tesi smentite dalla deputata meloniana Ylenja Lucaselli che ha snocciolato tutti i successi del Governo in Economia la postura molto decisa all’interno dell’Europa.
Ultima, ma non per importanza, la parentesi sulla fiaccolata di Vibo contro la recrudescenza criminale che ha investito ultimamente il tessuto produttivo della città. Un evento sul quale il gruppo Diemmecom ha fatto una scelta di campo molto netta, con una diretta live della manifestazione che ha fatto registrare un boom di ascolti. La Grippo però si è chiesta quale ruolo abbia ormai la politica se sui grandi temi deve accodarsi alla Chiesa e all’editoria. Una domanda alla quale la Esposito ha provato a rispondere dicendo che tutta la politica era presente quella sera. Ma si tratta di una presenza postuma, a rimorchio. Allora la Grippo ha continuato nelle sue provocazioni sostenendo che nessuno può dirsi innocente, anche la Chiesa ha le sue colpe come dimostrano inchieste del passato che hanno svelato qualche commistioni anche in quei luoghi. «Chi è senza peccato scagli la prima pietra», è stata la chiosa biblica di Affatato.

