Caos depurazione a Cosenza, scontro tra capigruppo in attesa del consiglio comunale

I debiti di Palazzo dei Bruzi con la Geko infiammano la riunione sui temi da trattare nella prossima seduta. Tensione alle stelle tra Covelli (Pd) e Granata (Lega)

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di Camillo Giuliani
21 maggio 2020
19:19

Conferenza dei capigruppo ad alta tensione questa mattina a Palazzo dei Bruzi. Ad accendere gli animi il problema della depurazione, esploso dopo che la Geko, azienda che se ne occupa per conto del Consorzio Vallecrati (di cui Cosenza è capofila), nei giorni scorsi ha notificato al Comune la revoca dell'autorizzazione allo scarico nell'impianto di Coda di Volpe.

Troppi i debiti accumulati nel tempo – denuncia la società – dal capoluogo bruzio nei suoi confronti: quasi 2,8 milioni solo per il 2019, con l'aggravante che il municipio non ha provveduto a impegnare in bilancio le somme necessarie all'imprescindibile servizio per l'anno in corso, se si escludono poche centinaia di migliaglia di euro.

Lo scontro tra Covelli (Pd) e Granata (Lega)

Il capogruppo del Pd, Damiano Covelli, aveva già presentato una richiesta affinché sul tema si svolgesse un consiglio comunale ad hoc pochi giorni fa. La Geko, tra l'altro, si è rivolta alle autorità chiedendo la decadenza dell'intera amministrazione comunale per le gravi inadempienze di cui si sarebbe macchiata finora.

E il rischio che il mancato inserimento in bilancio delle somme per la depurazione possa avere strascichi penali per chi quei bilanci li ha votati potrebbe farsi concreto. Covelli vorrebbe sapere se il Comune ha debiti con Vallecrati come sostiene la Geko e, in caso positivo, a quanto ammontino. Ma la sua curiosità, riferiscono i presenti alla riunione di oggi, non è andata giù al collega di maggioranza Vincenzo Granata (Lega), il cui fratello Maximiliano è stato scelto da Mario Occhiuto come presidente del consorzio. La tensione è salita alle stelle, nonostante le perplessità del democrat fossero relative all'operato di Palazzo dei Bruzi più che a quello di Vallecrati.

 

A esacerbare gli animi, il fatto che lo stesso Covelli abbia chiesto le dimissioni del rappresentante di Cosenza nel cda del consorzio adducendo ragioni di opportunità. E così tra i due capigruppo sono volate parole di fuoco e, secondo più di un testimone, le cose sarebbero potute finire anche peggio.

Il dibattito in Consiglio ci sarà davvero?

Al termine della riunione si è arrivati comunque a un compromesso: la questione Geko sarà inserita all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Ma insieme a diverse altre, tra cui la nomina dei nuovi revisori contabili che di recente ha creato una spaccatura nella maggioranza e il sequestro di piazza Fera. Temi che potrebbero comportare un dibattito di ore, col rischio che la discussione sulla depurazione possa finire in secondo piano o addirittura slittare a una nuova seduta.

 

E Covelli – in una nota rilasciata nel pomeriggio nella quale evita qualsiasi accenno allo scontro avuto in mattinata col collega – alimenta il dubbio che le cose possano andare davvero così. «Mi auguro – scrive – non prevalgano atteggiamenti dilatori e tentativi di rinvio. Non è, oltretutto, rinviabile una riflessione organica sulla gestione del servizio idrico integrato nella nostra città. Sullo specifico servizio di depurazione occorre verificare che il Comune non sia esposto a rischi gravi di sanzioni per il mancato rispetto delle norme ambientali. Mai come in questa fattispecie – conclude – eventuali responsabilità amministrative si possono tradurre in onerosi costi, anche di tipo finanziario, a carico dei cittadini».

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