Si muove sul filo dell'equivoco il rapporto tra il sindaco di Cosenza Franz Caruso ed il consigliere regionale Francesco De Cicco. Sulla carta un legame solido, anzi granitico in ragione del patto d'acciaio sottoscritto davanti ai giornalisti a Palazzo dei Bruzi lo scorso 14 gennaio, allorquando venne ufficializzata l'indicazione nell'esecutivo comunale di Giovanni Orrico in aggiunta a Pasquale Sconosciuto, quale rappresentante dello stesso De Cicco in seno all'amministrazione.

Ma in politica, come nella vita, nulla è eterno, ed anche i rapporti apparentemente più durevoli e resistenti possono celare fragilità impreviste. Incrinature che nel caso di specie, provengono dalla scelta di De Cicco e dei suoi fedelissimi di muoversi in maniera parallela, e dunque in autonomia, rispetto al sindaco in una sorta di distinguo che, almeno per il momento, non significa contrapposizione, ma che ugualmente traccia un solco, una presa di distanza che non sfugge agli osservatori più attenti.

Scorrendo i canali social attinenti al consigliere regionale, al suo gruppo di sostenitori ed al movimento Democratici Progressisti Meridionali, cui De Cicco fa capo, raramente si incrociano post con specifici riferimenti all'azione di Franz Caruso. Piuttosto si rivendica lo svolgimento di attività inerenti il decoro urbano, la bitumazione delle strade, la manutenzione, come fossero meriti personali e non dell'amministrazione nel suo complesso.

Anche sulla recente questione della pace fiscale, l'apertura presso la segreteria DPM di Via Piave di uno sportello informativo per i cittadini alternativo a quello attivato dal Comune, implicitamente rivela una sorta di sfiducia rispetto ai canali ufficiali messi a disposizione dal sindaco. Per questo le altre forze politiche a sostegno di Franz Caruso cominciano a chiedersi se valga la pena consentire al gruppo di De Cicco di continuare a crescere all'interno dell'amministrazione, tenendo inoltre conto della circostanza non secondaria che, a fronte di due assessori cooptati in giunta, De Cicco non abbia alcun rappresentante in consiglio comunale.

I sostenitori di Caruso si domandano anche quale sia l'orizzonte di questo sodalizio. Chi frequenta i marciapiedi cittadini infatti, percepisce la duplice impressione di un consolidamento del consenso verso De Cicco e di un contestuale indebolimento di Caruso. Ma soprattutto tra i quartieri ascolta spifferi e sussurri sull'intenzione di De Cicco di candidarsi egli stesso alla carica di sindaco, cogliendo il favorevole momento della litigiosità del centrosinistra e del vuoto che ad oggi si registra nel centrodestra. E si sa, le alleanze politiche sono fragili come il cristallo, ed uno spiffero può risultare sufficiente a mandarle in frantumi. Del resto, appare abbastanza chiaro che De Cicco giammai potrà sponsorizzare la ricandidatura del sindaco uscente alla guida di Palazzo dei Bruzi, senza mettere a repentaglio la prosecuzione della propria carriera politica; o punta su se stesso cercando di compiere la grande impresa oppure deve trovare un accordo con le forze progressiste, oggi ostili a Caruso, che gli hanno consentito di approdare tra gli scranni di Palazzo Campanella per garantirsi la ricandidatura. E in entrambi questi scenari, il sostegno a Caruso non è tra le opzioni previste.