Polemica per il seminario dell’eurodeputato sulla migrazione. Fdi accusa l’ateneo di piegarsi a una deriva ideologica. Per Orsomarso e Nesci l’iniziativa non rispetta il pluralismo
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All’Università “Magna Græcia” di Catanzaro è in programma un seminario dedicato al modello di accoglienza sviluppato nel Comune di Riace. L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri di sociologia pubblica dedicati all’analisi delle principali questioni sociali del territorio calabrese e prevede la partecipazione di accademici e studiosi del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia.
Relatore dell’incontro sarà Domenico Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare, invitato a illustrare l’esperienza amministrativa e sociale legata ai progetti di accoglienza per migranti e rifugiati sviluppati nel piccolo centro della Locride.
Il modello di accoglienza e il dibattito accademico
Il progetto di Riace viene spesso richiamato nel dibattito pubblico come esempio di integrazione e di risposta allo spopolamento delle aree interne, attraverso l’inserimento di percorsi di accoglienza diffusa. Secondo l’impostazione del seminario, l’esperienza viene letta come una possibile chiave di lettura sociologica dei fenomeni migratori e delle trasformazioni demografiche in atto in Calabria.
L’incontro prevede interventi di docenti universitari e un dibattito aperto, con l’obiettivo dichiarato di analizzare criticamente un caso studio che negli anni ha suscitato posizioni molto diverse sia in ambito politico che accademico.
La polemica politica: Fratelli d’Italia e le accuse all’ateneo
La programmazione dell’evento ha però innescato una polemica politica, soprattutto da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno criticato la scelta dell’ateneo di ospitare l’iniziativa. Secondo il partito, la presenza di Lucano come relatore rischierebbe di trasformare un momento di confronto universitario in una narrazione unilaterale, contestando inoltre l’assenza di un contraddittorio strutturato.
Alcuni rappresentanti di FdI hanno parlato di un’iniziativa sbilanciata e hanno sollevato interrogativi sul ruolo dell’università pubblica, sostenendo la necessità di garantire maggiore neutralità e pluralismo nelle attività accademiche.
Politica contro accademia, dunque: la prospettiva del dibattito è quella di evidenziare il rischio è di comprimere l’autonomia universitaria e di ridurre spazi di confronto su temi sociali complessi, dove la pluralità delle voci rappresenta un elemento centrale della formazione.
Fratelli d’Italia: «No a dibattiti ideologici all’università»
Fratelli d’Italia ha criticato duramente la decisione dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro di ospitare il seminario con Lucano, contestando l’iniziativa sotto diversi profili. Il deputato e capogruppo in commissione Cultura alla Camera Alessandro Amorese ha parlato del rischio che l’ateneo si trasformi in “uno spazio di propaganda”, contestando l’assenza di contraddittorio e chiedendo maggiore neutralità da parte delle istituzioni accademiche.
Sulla stessa linea il presidente di Gioventù Nazionale Fabio Roscani, che ha definito l’iniziativa “unilaterale” e “priva di equilibrio”, accusando l’università di piegarsi a una “deriva ideologica” e di compromettere la propria credibilità scientifica. Anche la deputata Grazia Di Maggio ha sottolineato come la scelta di invitare Lucano si inserirebbe, a suo giudizio, in un quadro di iniziative non sufficientemente bilanciate, con possibili ricadute sul prestigio dell’ateneo.
L’eurodeputato Denis Nesci ha invece insistito sul piano politico del contenuto del seminario, criticando quella che definisce una visione “ideologica” dell’accoglienza e sostenendo che l’università non debba diventare strumento di legittimazione di modelli considerati controversi. Più in generale, Nesci ha richiamato la necessità di affrontare i temi migratori con approccio di “legalità, programmazione e controllo”, respingendo quella che considera una narrazione eccessivamente semplificata del fenomeno.
Infine, il senatore Fausto Orsomarso ha esteso la critica al ruolo complessivo dell’ateneo, parlando di scelte che rischierebbero di non garantire sufficiente pluralismo e sollevando interrogativi sul confine tra attività accademica e posizionamento politico. Nel suo intervento ha evidenziato come, a suo giudizio, alcune iniziative recenti dell’università possano essere lette come espressione di un orientamento non neutrale.
Nel complesso, le posizioni degli esponenti di Fratelli d’Italia convergono nel denunciare una presunta mancanza di equilibrio dell’iniziativa e nel chiedere che l’università resti un luogo di confronto pluralistico, evitando – secondo la loro interpretazione – di assumere connotazioni politiche o ideologiche.

