Mancano venti giorni alla presentazione delle liste per le amministrative di primavera. Si voterà in centri importanti come Reggio Calabria e Crotone, ma anche in città superiori ai quindicimila abitanti come San Giovanni in Fiore, Castrovillari e altre. E’ vero che ogni elezione fa storia a sè, ma il centrodestra è chiamato a scacciare i demoni che negli ultimi tempi stanno rendendo pezzi dell’opinione pubblica critici nei confronti della maggioranza regionale.

Il primo demone ovviamente è quello del referendum. Nonostante le dichiarazioni di rito non si può negare che si è trattato di una sconfitta per il centrodestra calabrese che ha preso l’appuntamento sottogamba. Una sconfitta politica che avrà anche riflessi con un pezzo importante dell’apparato pubblico. Subito dopo si è dipanata la storia dei sottosegretari che ha creato più di un imbarazzo alla coalizione. Il centrosinistra non ha nessuna intenzione di mollare la presa su questa vicenda e da Lamezia ha annunciato la raccolta di firme per abrogare la legge attuativa che assegna alle nuove figure istituzionali una indennità vicina all’85% di quanto percepiscono gli assessori. Al di là dell’efficacia giuridica, questa soluzione comporta una efficacia politica se davvero il centrosinistra starà nelle piazze a raccogliere firme evitando che la vicenda finisca nel dimenticatoio.

Infine c’è la delicata questione dell’autonomia differenziata. Roberto Occhiuto in conferenza Stato Regioni ha dato il suo ok alle pre intese a differenza di altri presidenti di Regione meridionali. Anche su questo il centrosinistra è pronto a cavalcare la tigre sostenendo che il centrodestra abbia barattato il sì di Occhiuto con la fine del commissariamento sulla sanità. Tutti questi fattori fanno dire a molti osservatori che il centrodestra calabrese in questo momento sta toccando il suo punto più basso di popolarità.

Al di là di questi problemi politici generali c’è il nodo degli equilibri interni della coalizione, sempre molto delicati come dimostra quanto sta succedendo a Reggio Calabria con la polemica fra Francesco Cannizzaro e Noi Moderati. A tacere del duro scontro fra il capogruppo regionale della Lega, Giuseppe Mattiani e l’ex presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti. Il punto è che gli alleati stanno cercando di arginare lo strapotere di Forza Italia.

Ad esempio a Catanzaro il Sottosegretario Wanda Ferro ha rivendicato la candidatura a sindaco per Fratelli d’Italia nonostante Filippo Mancuso, un tempo leghista, stia lavorando da tempo per questo obiettivo. A Castrovillari, invece, i meloniani hanno deciso di passare la palla a Forza Italia per la scelta del candidato, ma gli Azzurri ancora non sono riusciti a sbrogliare la matassa.

In questo braccio di ferro sembra defilata la Lega. Il partito in Calabria ha conosciuto commissariamenti su commissariamenti, non è riuscito quindi a creare una vera classe dirigente, al punto che non ha candidati sindaco da rivendicare rispetto gli alleati. A meno che non si voglia associare al Carroccio Nicoletta Perotti del gruppo di Orlandino Greco candidata sindaco a Castrolibero. Sarebbe una decisa forzatura visto che essa è espressione di un raggruppamento civico ed ha una storia politica tutta interna al centrosinistra.

Le amministrative che si terranno fra due mesi rischiano di essere una pietra d'inciampo per il centrodestra che intanto guarda con apprensione a quello che sta succedendo a Roma.