Quando il capogruppo di Fratelli d’Italia, Angelo Brutto, ha detto «l’opinione pubblica ci sta massacrando, dobbiamo tagliare i costi», gli occhi dei colleghi sono stati attraversati da un lampo di terrore. Brutto allora ha sorriso «ma mica a noi, agli altri». Così ha tirato fuori l’emendamento che non tocca minimamente le indennità dei futuri sottosegretari bensì dei loro collaboratori. Uno solo esterno in luogo di due, più personale del consiglio regionale Insomma una mini struttura al posto di una normale.

Forte di questa conquista civile, il centrodestra è entrato in aula a difendere con il coltello fra i denti la riforma istituzionale. Ne è nato un dibattito a tratti surreale che non è riuscito a rispondere ad una semplice domanda: a cosa servono ‘sti sottosegretari? Risposta difficile, al punto che è sembrato più facile rispondere cosa sono le nuvole.

Marco Polimeni di Forza Italia ha rimarcato che nelle regioni governate dal centrosinistra come Emilia Romagna e Toscana i sottosegretari ci sono. L’opposizione ha rintuzzato subito: il tasso di povertà in Toscana è del 5%, in Emilia Romagna del 10, in Calabria del 49%. Se proprio dobbiamo copiare qualcosa da queste regioni, proviamo a copiare il loro sistema sanitario.

Orlandino Greco, da fondatore di un movimento meridionalista poi alleatosi con la Lega, allora ha provato ad affondare sul populismo, accusando Enzo Bruno di alimentare questo riprovevole fenomeno. Gli ha detto di fare attenzione perché il rischio di chi alimenta il fuoco del populismo è che le fiamme gli si rivolgano contro. A supporto ha dichiarato che lui è uno che ama la lettura, citando un gigante della letteratura come Roberto Gervaso: «La morale è un piatto di spaghetti fumante - ha scandito al microfono - il moralista sono gli spaghetti vomitati».

La citazione ha fatto traballare un po’ Giuseppe Ranuccio del Pd che però alla fine ha rivendicato di essere un populista, nel senso che è lì per difendere gli interessi del popolo. «Voi in meno di sei mesi di legislatura - ha detto - avete coltivato questi interessi: modifica dello statuto per aumentare assessori riducendo lo spazio di partecipazione, stanziamento di otto milioni da affidare a società esterne per reclutare medici in ogni parte del mondo, stanziamento di 14,8 milioni di euro per le armi e oggi la ciliegina sulla torta dei sottosegretari». Sì, ma a che servono sti sottosegretari? Sono come le nuvole?

Il più sincero è sembrato Riccardo Rosa di Noi Moderati che ha detto che mica è semplice governare la Calabria, che Cosenza ha nove assessori, cosi come Catanzaro, Reggio Calabria dieci. Mica vorremmo lasciare Occhiuto con una manciata di collaboratori? Poi in uno slancio di sincerità ha parlato di aumentare gli spazi di partecipazione politica che qualcuno potrebbe leggere come lottizzazione.

Giuseppe Falcomatà (Pd) ha parlato allora di “104 della politica”. La funzione dei sottosegretari è contenuta in mezzo rigo della legge, dove si parla di supporto al presidente. Per lui tutto da chiarire poi è da dove verranno presi i soldi per finanziare queste nuove figure. Nella relazione illustrativa della legge si dice che verranno presi dalla Misura 20 del Fers. E allora i fondi destinati allo sviluppo come verranno recuperati?

A quel punto si è arrabbiato Giuseppe Mattiani, capogruppo della Lega, che ha ricordato a Falcomatà di aver nominato nel suo staff trenta persone a un anno delle regionali per realizzare in dieci anni una sola opera pubblica: un parco giochi. «Cosa facevano queste trenta persone? - ha urlato Mattiani - uno le portava il caffè, un altro le sventolava il ciuffo?» Sì, ma questi sottosegretari a cosa servono? Sono come le nuvole?

Poiché l’aula non riusciva a districarsi dalla questione, ci ha pensato Ernesto Alecci, capogruppo del Pd, a mettere un punto. Alecci ha ammesso il fatto che in Toscana esistono i sottosegretari, ma vengono pagati con una riduzione percentuale delle indennità dei consiglieri regionali. «Fate una norma simile e la votiamo», ha sfidato l’aula.

Poi ha aggiunto che in questi cinque anni Occhiuto ha continuamente ripetuto che la sua amministrazione ha reso la Calabria straordinaria, facendole finalmente abbandonare l'immagine di coppola e lupara. Come mai adesso ha bisogno di aiuto a governare? Infine ha ricordato che lo Statuto prevede la figura del consigliere delegato ovvero un consigliere regionale a cui può essere delegata la cura di un particolare settore, il tutto a costo zero. «Se il presidente aveva bisogno di supporto non poteva ricorrere a figure simili?». Per questi motivi Alecci ha annunciato che non solo l’opposizione non voleva essere complice di questa legge, ma nemmeno spettatrice. «Votatevela da soli», ha detto annunciando l’abbandono dell’aula delle minoranze. Al centrodestra non è sembrato vero,aia calabresi resta il dubbio amletico: a cosa servono sti sottosegretari che come ha sottolineato più volte Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, non hanno né competenze dirigenziali, né assessorili. Sono di fatto collaboratori del Presidente, ma a costi decisamente elevati.