Un successo personale importante che si consuma, però, all'interno di un «disastro collettivo». Demetrio Delfino, consigliere comunale eletto da Alleanza Verdi e Sinistra, analizza con lucidità l'esito del voto comunale in riva allo Stretto. Le sue 1.155 preferenze sono il segno di un consenso strutturato, che dà una chiara indicazione sul voto, ma non bastano a mitigare la pesante punizione inflitta dagli elettori alla coalizione di centrosinistra che a Reggio ancora è tutta da costruire, come nel resto della regione. Per questo l'esito dell'ultima tornata elettorale apre una ferita profonda anche nel centrosinistra calabrese e spinge Fernando Pignataro, segretario regionale di AVS, a lanciare una sorta di ultimatum ai partner di coalizione. D’altra parte se le preferenze ottenute a Reggio Calabria da Demetrio Delfino dimostrano che la coerenza e l'identità politica chiara vengono premiate dall’elettorato, il quadro complessivo impone una riflessione immediata in vista della scadenza del 2027.

Pignataro: «I partiti superino autoreferenzialità e autoconservazione»

«Mentre nel resto d'Italia il centrosinistra registra significativi recuperi, la Calabria si conferma in totale controtendenza con pesanti battute d'arresto». Per il segretario regionale Pignataro, il problema risiede nell'evidente e progressivo allontanamento dei partiti progressisti dalla società reale e dai suoi problemi concreti. Per Pignataro la coalizione «sta pagando il prezzo della mancata opposizione, pur avendo davanti una prateria, perché mi pare che l'indagine dell'Istat – argomenta il segretario regionale - dà una fotografia che è esattamente la bocciatura della narrazione di Occhiuto e della maggioranza di governo. Allora credo che questo è un segnale, poi chi invece esprime chiaramente delle posizioni, non si nasconde dietro il dito, fa l'opposizione, ha una chiara identità politica, ha i risultati».

Pignataro ricorda quindi le sconfitte e il loro peso: «Reggio, Crotone e prima le provinciali di Cosenza, ormai è un po' che la coalizione fa registrare un segno meno, ma al contempo anche la Calabria dovrà contribuire a quello che sembra uno snodo importante cioè le politiche che da qui a pochi mesi ci saranno».

Da qui una sorta di ultimatum: «Noi lanciamo un appello alle forze del centrosinistra, o si cambia passo oppure noi pensiamo di andare per la nostra strada, nel senso che noi apriremo un cantiere nei prossimi giorni in questa regione con tanti sindaci che sono stanchi, con tante associazioni, movimenti, forze politiche, organizzazioni sindacali, quelli che hanno aperto vertenze sul territorio per un grande cantiere che dice “l'alternativa è possibile” ma bisogna praticarla, poi chi ci sta ci sta».

Poi Pignataro spiega meglio il concetto, ribadendo come Avs stia «strategicamente nel campo largo e nella coalizione progressista dappertutto, dove si può. Certo che oggi riteniamo che i partiti debbano superare autoreferenzialità, autoconservazione e cominciano a fare i conti con la società reale», anziché fare «le grandi battaglie di principio sul tartufo, per capirci, nell'ultimo consiglio regionale».

Secondo Pignataro, è necessario tornare a parlare dei bisogni primari delle persone: diritto alla salute, al lavoro, all'istruzione e alla mobilità, «oggi sistematicamente negati nella regione. Credo che – ha concluso il segretario regionale di Avs - queste siano grandi tematiche sulle quali costruire un progetto alternativo con tutti, però alcuni non ci possono frenare oggi, devono mettersi nelle condizioni di superare questioni. Non entriamo nelle vicende interne dei partiti, ma vanno superate alcune contraddizioni che stanno frenando complessivamente una voglia di cambiamenti in questa regione».

Delfino: «Al centrosinistra attuale manca un'anima e manca un coordinatore»

Per il neo eletto consigliere, che è anche il segretario metropolitano di Sinistra Italiana a Reggio Calabria, ricoprendo allo stesso tempo il ruolo di portavoce locale per la federazione di Avs, Sicuramente ci sono stati due tipi di errore, sia a livello amministrativo - «si poteva assolutamente fare di più con altri metodi» dice - che a livello partitico, quando «i partiti non hanno avuto la forza di imporsi su alcune scelte, e forse sono stati anche poco presenti sul territorio. Questo l'elettorato l'ha percepito e – sentenzia Delfino - ci ha punito in maniera pesante».

Delfino tornando indietro con la mente, difende lo strumento delle Primarie come «scelta obbligata» per via del fatto che i candidati in campo «si equivalevano», pur riconoscendo che però quello della coalizione di centrosinistra è un problema strutturale molto più profondo: «al centrosinistra attuale manca un'anima e manca un coordinatore». In questo scenario, il successo di Avs per Delfino si basa sulla coerenza, sulla linearità e su una presenza costante sul territorio, come testimonia l’attività del circolo "Reggio Sud" che, sottolinea il neo consigliere comunale, «lavora tutto l'anno e non solo durante le campagne elettorali».

Tornando agli errori fatti prima e dopo la campagna elettorale, per Delfino «forse, all'inizio si è perso troppo tempo in chiacchiere e non a spiegare esattamente cosa volevamo per questa città, quali erano i nostri programmi e progetti futuri per Reggio. Come ho detto io, la continuità va bene sulle cose fatte, su quelle fatte bene e sono state tante, è inutile nasconderlo. La discontinuità andava sicuramente nei metodi, nei rapporti e anche nella partecipazione delle scelte». Il riferimento neanche tanto velato è proprio alla gestione dell’ex primo cittadino Giuseppe Falcomatà: «I numerosissimi rimpasti di giunta non hanno giovato, perché come capirete chi entra in giunta deve avere anche il tempo di rendersi conto degli atti e delle cose. Probabilmente sono stati fatti anche errori di valutazione, perché poi questo valore aggiunto non è arrivato. Tant'è vero che alla fine la giunta fino a ieri è stata monca di due postazioni e questo francamente è inconcepibile, con le elezioni alle porte si dovevano nominare gli assessori che potevano dare un contributo, così come si dovevano, a mio avviso, candidare tutti gli assessori che dovevano dare un contributo».

Tuttavia, adesso bisognerà serrare i ranghi e garantire una opposizione all’altezza della situazione. «Sicuramente – argomenta Delfino - conforta il fatto che degli otto eletti, almeno sette abbiamo un'esperienza, veniamo tutti dall'amministrazione, chi da consigliere, chi da assessore, quindi capiamo bene quali possono essere i punti di debolezza e le cose su cui pungolare l'amministrazione. Dalle persone che siamo posso dire che sarà un'opposizione costruttiva, non urlata, ma sicuramente con attenzione verso l'amministrazione attuale e perché no, proponendo anche alcune cose che erano nel nostro programma».