«Non è mia abitudine rispondere alle affermazioni che, seppure discutibili oa volte addirittura censurabili, nascono pur sempre dal pubblico dibattito, tra cittadini o tra le forze politiche. Comprendo molto bene, da operatore del Diritto, quanto sia importante il confronto anche acceso quando è frutto di libertà di espressione e libera manifestazione del pensiero, e del diritto di critica – scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Lamezia Terme , Mario Murone, rispondendo alle polemiche delle ultime ore dopo la diffusione di un messaggio vocale in cui avrebbe definito “straccioni” i cittadini di Sant'Eufemia –.. E, d'altra parte, non mi sarei aspettato nulla di diverso da parte dei miei oppositori politici. Tuttavia, ciò che lascia un po' meravigliati, attesa anche la caratura, personale, professionale e politica dei miei avversari, è l'avere con immediatezza 'cavalcato l'onda' (e d'altra parte l'occasione era ghiotta, mi rendo conto) e cogliere la scusa per formulare affermazioni davvero al di fuori di ogni logica».

«E' di facile comprensione il fatto che, come già anticipatamente ed autonomamente chiarito con repentinità, l'espressione da me adoperata si inseriva in un contesto di commento bonario , anche ironico se vogliamo, tra colleghi di lavoro, ma non certo di derisione o disprezzo, a proposito della vicenda degli addobbi natalizi che stava creando polemiche del tutto pretestuose ed assolutamente inutili; un'espressione non intesa nel suo significato prettamente 'economico' ma, come già detto, di pochezza morale di coloro che, senza neppure avere la compiacenza di attendere qualche giorno pur a fronte delle difficoltà economiche (queste sì) del Comune, hanno immediatamente gettato l'amo della polemica sterile a cui far abboccare i cittadini, nell'ottica di strumentalizzarne l'opinione in modo fuorviante per far passare l'idea, davvero greve, che il primo cittadino si disinteressasse platealmente di un intero quartiere della Città (cosa, peraltro, ribadita ancora in alcune comunicazioni stampa di ieri)».

«La cosa mi aveva certo indignato perché è troppo facile, non all’altezza di parti politiche che si rispettano, formulare affermazioni gratuitamente denigratorie al fine di far apparire ciò che non è – prosegue – e cioè, far perdere di vista l’impegno, la serietà e l’apporto personale di chi ha messo tutto sè stesso per restituire alla Città la decorosità di un Natale degno di questo nome anche sotto il profilo della predisposizione degli addobbi e della programmazione degli eventi cui tutti i cittadini avrebbero avuto diritto. L’affermazione in una chat privata, da me rivolta genericamente alla bassezza della propaganda politica di quei giorni, pertanto, non può uscire fuori da quel contesto ed essere asservita alle interpretazioni faziose di controparti politiche che, certamente degne di rispetto ogni qualvolta esprimono le proprie idee, non possono però farne bandiera per divulgare dichiarazioni fuori contesto che si prestano ad interpretazioni erronee e del tutto strumentali: e ciò non soltanto quando continuano a sottolineare la portata di un aggettivo in un significato differente da quello reale nonostante quest’ultimo sia stato oggetto di immediato chiarimento, ma anche quando tentano di far ravvisare nella vicenda il sintomo di una presunta crisi dell’amministrazione comunale e dell’organo esecutivo in particolare che, per contro, è fortemente compatto nel sostegno al primo cittadino a fronte di- questa sì- caduta di stile, per non dire altro, da parte dell’autore dell’unico comportamento censurabile, consistito nella arbitraria divulgazione di un commento formulato in una chat privata che, pertanto, non può prestarsi a strumentalizzazioni fuorvianti come se fosse stata un’offesa rivolta pubblicamente ai cittadini o alle forze politiche di opposizione, perché così non è stato».

«Ritengo, perciò, fortemente scorretto fare assumere alla vicenda contorni diversi da quelli reali snaturandone la giusta collocazione. La chiara portata del comportamento di chi ha divulgato l'audio è sicuramente frutto di un atteggiamento di malafede e di disistima che, per quanto potrà avere conseguenze di rilievo pubblico, deve rimanere, però, quale singolo episodio al quale, del resto, tutte le dinamiche politiche possono, purtroppo, non essere immuni: anche il disaccordo oi contrasti, del resto, fanno parte della evoluzione dei rapporti politici, anche quelli della stessa parte politica. Per questo mi meraviglio di chi abbia ritenuto di intravedere nel mio comportamento una idea errata di confronto pubblico, caratterizzata da un linguaggio inappropriato, come se l'espressione da me adoperata fosse realmente stata rivolta all'esterno in maniera offensiva, misinterpretandola volutamente e reiteratamente, facendola, perciò, a tutti i costi, passare come racconto. I miei comportamenti, da sempre improntati al rispetto ed a toni misurati anche quando le offese subite- durante la campagna elettorale e non solo- hanno pesantemente intaccato il mio patrimonio morale e la mia serietà (ed a fronte delle quali nessuna delle parti politiche che oggi prendono la parola ha osato dissociarsi o indignarsi), dimostrano quali sono, invece, la relazione con la Comunità che rappresenta e la qualità del mio dialogo non solo pubblico, a fronte, invece, di quello di tutti coloro che giornalmente, per svolgere il proprio ruolo, sono (più o meno comprensibilmente) costretti ad adottare azioni gratuitamente e pretestuosamente critici che hanno spesso l'unica funzione di dare fondamento all'appartenere ad una o un'altra fazione, e di poter assumere rilievo pubblico creando disapori. Mi auguro, pertanto, che il dibattito 'politico' che si è acceso su questa vicenda possa ritornare nell'alveo della misura e della giusta collocazione, al di fuori della semplicistica critica al linguaggio privato – e non pubblico - adoperato dal primo cittadino, censurando non tanto quello che è stato arbitrariamente divulgato ma il comportamento in sé pesantemente sleale di un componente politico: perché se questo è il livello a cui scende la politica allora sì è giusto, corretto e sacrosanto alzare la voce, formulare critiche, esprimere dissenso in quanto, in tal caso, non si coglie solo la stura per mettere in cattiva luce il Sindaco o la sua Giunta o la sua amministrazione, e ritagliarsi così il proprio piccolo spazio nella notorietà locale dimostrando di avere ben svolto il proprio compitino quotidiano, ma si esercita realmente il ruolo politico che ciascuna carica istituzionale doverosamente richiede».