Respinti nella prima commissione presieduta da Orlandino Greco gli emendamenti del centrosinistra che volevano ridurre le indennità ed eliminare la struttura. Lunedì si annuncia una battaglia infuocata
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Sarà abbastanza infuocata la seduta di oggi del Consiglio regionale. All’ordine del giorno, infatti, c’è l’approvazione del nuovo Statuto regionale. Come noto le nuove norme consentono l’allargamento a nove della giunta regionale e la nomina di due sottosegretari, figure che proprio il centrodestra, durante l’amministrazione Scopelliti, aveva deciso di abolire.
Sui sottosegretari questo centrodestra però va avanti come un treno. È durata poco più di mezz’ora la seduta di venerdì della Prima commissione. Uno solo il punto all’ordine del giorno posto dal presidente Orlandino Greco ovvero la norme per l’introduzione dei due nuovi Sottosegretari, proposte da un pdl firmato da tutti i capigruppo di maggioranza. Come ampiamente previsto sono stati respinti gli emendamenti proposti dall’opposizione, primo firmatario il capogruppo di Tridico presidente Vincenzo Bruno, che miravano ad una riduzione dei costi di queste nuove figure istituzionali. L’idea era quella di assegnare loro una indennità più che decorosa per i comuni mortali, sarebbe scesa a 3500 euro al mese, ma inadatta per i politici di centrodestra. La legge prevede infatti una retribuzione lorda di oltre 14mila euro più la possibilità di avere una struttura a supporto dai costi vicini a 500mila euro. In totale i costi sarebbero di un milione di euro l’anno.
Troppi per il centrosinistra, considerando che si tratta di figure di supporto al presidente, non firmano atti, non partecipano alle riunioni di giunta, non hanno responsabilità dirette. Per questo il centrosinistra aveva presentato degli emendamenti che riducevano le indennità e eliminavano le strutture. Gli emendamenti sono stati velocemente bocciati dalla maggioranza che ha votato compatta per il no. C’è stato anche un vivace scambio di battute fra il consigliere Bruno che ha ribadito come questa operazione sia inutile per i calabresi e serva soltanto a puntellare la maggioranza, e il consigliere regionale di Noi Moderati, il cosentino Riccardo Rosa. Questi ha respinto al mittente le accuse di Bruno sostenendo che nella visione della maggioranza, l’introduzione dei Sottosegretari rappresenta un rafforzamento dell’assetto di governo al fine di affrontare con maggiore efficacia questioni fondamentali come la sanità e le altre emergenze regionali. Detto questo sono passati invece due emendamenti presentati dalla maggioranza. Uno prevede che possano essere nominati sottosegretari anche i consiglieri regionali. In fondo una poltroncina in più non guasta mai. Il Presidente Greco ha spiegato però che in questo caso non scatta il meccanismo del consigliere supplente.
L’altro, presentato dalla forzista Santoianni, prevede che i sottosegretari possono attingere anche a personale interno del consiglio regionale. Proprio questo emendamento ha fatto andare su tutte le furie Vincenzo Bruno che aveva proposto l’eliminazione delle strutture. Con questo emendamento, invece, si corre il rischio di raddoppiarle ovvero di creare una struttura di esterni e una composta da dipendenti del consiglio, per fare cosa?
Bruno ha incalzato sostenendo che sarebbero solo «un ampliamento mascherato del potere esecutivo», se non «un modo per costruire nuove filiere di fedeltà politica», utili solo al centrodestra per puntellarsi e al governatore Occhiuto per rafforzarsi all’interno della sua maggioranza, distribuendo deleghe e incarichi utili solo a soddisfare gli appetiti dei diversi partiti della coalizione. Niente da fare gli emendamenti sono tutti passati a maggioranza.
Oggi il Consiglio regionale
Il centrosinistra annuncia battaglia però nel prossimo consiglio regionale di oggi, dove all'ordine del giorno c’è un altro punto caldissimo come la mozione del centrosinistra sull’attivazione dei fondi europei da destinare al ristoro dei danni subiti dai calabresi per il maltempo. Mozione nata dopo l’interrogazione di Pasquale Tridico a Bruxelles in cui la commissione avrebbe risposto che i fondi ci sono, ma non ci sarebbe la richiesta per attivarli.
Il piatto forte però resta l’ingegneria istituzionale del consiglio con il nuovo statuto regionale che ha conosciuto una seconda promulgazione. La fretta aveva reso invalida la prima che non aveva rispettato il termine necessario di trenta giorni di decorrenza dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale. Un disguido aveva detto il centrodestra, una testimonianza, secondo invece il centrosinistra, della fretta con cui la maggioranza ha necessità di puntellarsi attraverso nuove poltrone e strapuntini.



