Elezioni ad Amantea

La posizione dei due candidati a sindaco sulla “secessione” di Campora San Giovanni

Il via libera del Consiglio regionale al referendum per la fusione della frazione con Serra d'Aiello piomba sugli ultimi giorni di campagna elettorale: ecco cosa ne pensano gli sfidanti Pellegrino e Socievole

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di Antonio Clausi e Mariassunta Veneziano
8 giugno 2022
13:34

Il via libera dato dal Consiglio regionale sull’indizione del referendum consultivo su Campora San Giovanni anima gli ultimi scampoli di campagna elettorale di Amantea. È diventato chiaramente l’argomento del giorno, con la popolazione spaccata letteralmente in due. Magari non nell’opinione, ma sicuramente nella possibilità di esprimere la propria preferenza nel segreto delle urne. Da Palazzo Campanella, infatti, il diritto al voto è stato circoscritto agli abitanti della frazione in questione e del territorio di Serra d’Aiello. Vale a dire l’altro comune che dovrebbe rivedere i propri confini per dare vita alla nascitura Temesa.

Amantea, che eleggerà il proprio sindaco il 12 giugno dopo anni di commissariamento, non ha potuto esprimere un parere. E del resto non avrebbe potuto farlo mancando gli organismi rappresentativi e non essendo stati auditi i commissari. Di seguito le posizioni dei due sfidanti, Vincenzo Pellegrino e Luigi Socievole.


Pellegrino: «Io sogno un’aggregazione dei novi comuni del territorio»

Di prospettiva l’orientamento di Vincenzo Pellegrino, candidato a sindaco nella lista “Nea Polis”. «La nostra posizione è chiara – spiega –. C’è l’assoluta intenzione di rispettare le direttive regionali. Se verrà indetto il referendum, inoltre, faremo lo stesso con la volontà popolare degli abitanti di Campora San Giovanni. Altra cosa, però, è l’azione di governo che nel caso porterà avanti l’amministrazione comunale che guiderò».

L’aspirante primo cittadino impugna il martello e batte il ferro ora che è caldo. «Sui giornali, a partire dal 2000, sono facilmente rintracciabili le idee che ho proposto e delle quali sono ancora più convinto – dice –. Sono, così come chi mi supporta, favorevole ad un’aggregazione dei nove comuni che un tempo rientravano nell’Usl 11 di Amantea. In questo modo si creerebbe una vasta area di circa 30mila abitanti, con tutti i vantaggi connessi che lo Stato riconoscerebbe».

Il modello, in parole povere, ricalcherebbe quello della vicina Lamezia Terme o, più di recente, di Corigliano-Rossano. «Esatto – chiude Pellegrino –. Guardiamo a quanto accaduto in Svezia nel 1973. La riforma della pubblica amministrazione portò i comuni da poco più di 1000 ad appena 278, con grandi benefici per la popolazione».

Socievole: «Uno sgarbo istituzionale»

Per Luigi Socievole, candidato a sindaco con la lista “Cambiamo rotta”, si è trattato innanzitutto di uno «sgarbo istituzionale» da parte del Consiglio regionale. «Abbiamo già protestato per la fretta con cui è stata portata avanti questa iniziativa, in pieno periodo elettorale». Un’iniziativa «sospetta», afferma Socievole, senza però entrare nel merito della definizione. «Si tratta di una discussione che si trascina da tempo, non so se ci sia altro dietro. Quello che è certo è che si sarebbe potuto aspettare un altro po’ per procedere, almeno una settimana in modo che prima si svolgessero le elezioni, invece si è andati avanti proprio mentre ad Amantea non c’è un’amministrazione».

Sarebbe stato giusto aspettare, dunque, e magari discuterne meglio e informare anche meglio la popolazione delle implicazioni che la modifica dei confini comunali avrebbe. «Adesso ovviamente si evidenziano solo gli aspetti positivi – sottolinea Socievole – ma sarebbe giusto approfondire anche quelli negativi di un’eventuale separazione». Insomma, ci sono «tante cose da valutare», dice il candidato a sindaco, cose che avrebbero richiesto più tempo e «decisioni più ponderate».   

La decisione, invece, per il momento è andata avanti perlomeno tra i banchi di Palazzo Campanella, portata dal consigliere dell’Udc Giuseppe Graziano e accolta da tutti gli altri eccetto i due rappresentanti del polo civico De Magistris Presidente. Graziano che, peraltro, non è propriamente un esponente del territorio oggetto della proposta. Una stranezza? Socievole liquida la questione così: «Pare che lui sia un esperto in queste operazioni». Più che il territorio, insomma, avrebbe pesato “l’esperienza”.

Adesso, dunque, la parola passerà ai cittadini che dovranno esprimersi attraverso il referendum. Per Socievole, fatte salve le considerazioni sull’inopportunità temporale dell’iniziativa, ormai non c’è altro da fare che attendere gli ulteriori sviluppi: «Rispetteremo i passi successivi».

 

 

 

 

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