Tra tensioni nella maggioranza, sondaggi in calo e il ruolo sempre più influente della presidente di Fininvest, prende quota lo scenario di elezioni anticipate. Ecco perché il centrodestra attraversa una fase decisiva
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Stefano Carofei
Il centrodestra vive una delle fasi più delicate dall’inizio della legislatura. Dietro l’immagine di una coalizione ancora al governo, si moltiplicano i segnali di nervosismo, le diffidenze reciproche e le manovre interne, con Marina Berlusconi sempre più presente nel dibattito politico e considerata da molti il punto di riferimento di quella parte di Forza Italia che chiede maggiore autonomia rispetto alla leadership di Giorgia Meloni.
La presidente di Fininvest avrebbe intensificato i contatti con il gruppo dirigente azzurro, incoraggiando una linea politica più incisiva e meno subordinata agli equilibri imposti da Palazzo Chigi. Una dinamica che arriva in un momento particolarmente delicato per la maggioranza, già attraversata da tensioni sulla legge elettorale, sulle riforme istituzionali e sulle prospettive future della coalizione.
Il contesto politico rende questa fase ancora più significativa. Gli ultimi sondaggi confermano infatti un progressivo indebolimento del centrodestra rispetto ai livelli raggiunti nei mesi scorsi. Fratelli d’Italia rimane il primo partito, ma registra una flessione continua ormai da diverse settimane, mentre la Lega continua a perdere consenso, inseguita e superata da Vannacci che punta sempre più in alto. Forza Italia mantiene una posizione stabile, ma cresce al suo interno la convinzione che il partito debba recuperare una propria identità e un maggiore peso nelle decisioni strategiche della coalizione. La linea di Tajani appare sempre più debole.
È proprio questa evoluzione ad alimentare le indiscrezioni che arrivano da Roma. Sempre più osservatori parlano della possibilità che le tensioni interne possano sfociare in una crisi politica capace di anticipare la fine della legislatura. Nei palazzi della politica si guarda con crescente attenzione all’ipotesi di elezioni anticipate già nel prossimo marzo-aprile, uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava remoto ma che oggi non viene più escluso negli ambienti parlamentari.
Del resto, il ragionamento che fanno tutto è che continuare in queste condizioni fino ad ottobre del 2027 appare veramente impossibile, la vita parlamentare sarà sempre più tormentata, i singoli parlamentari cominceranno a guardarsi attorno e cercheranno la riconferma a qualunque costo. E poi la situazione economica e sociale, e le guerre soprattutto, non sembrano accennare a migliorare. Tutto questo fa pensare che votare prima possibile è la soluzione migliore.
La figura di Marina Berlusconi, pur continuando a escludere un impegno diretto in politica, assume così un peso crescente. La sua autorevolezza all’interno del mondo berlusconiano e la capacità di orientare il dibattito interno a Forza Italia vengono considerate da molti un elemento destinato a incidere sugli equilibri del centrodestra. Alcune rilevazioni demoscopiche indicano inoltre che una parte significativa dell’elettorato vedrebbe con favore un suo ruolo più attivo nella guida del partito, confermando quanto il suo nome continui ad avere una forte capacità di attrazione politica.
A tutto questo si aggiunge un quadro politico sempre più complesso, che contribuisce a rendere più difficile la vita del governo.
Le difficoltà economiche degli italiani si fanno infatti sempre più evidenti: i carburanti restano su livelli elevatissimi, gli stipendi risultano progressivamente erosi dall’inflazione e dal mancato rinnovo di numerosi contratti collettivi, mentre cresce l’insoddisfazione per il costo del carrello della spesa, sempre più pesante per le famiglie. A ciò si sommano diversi nodi rimasti irrisolti del programma di Governo. Troppi punti programmatici non hanno trovato risposta nonostante siano trascorsi quasi quattro anni di governo e molte delle promesse iniziali non sono state mantenute.
Per non parlare del consenso che continua a crescere per Vannacci, e che sta logorando i partiti di governo. Tutto questo preoccupa molto la maggioranza di centro destra e quindi la famiglia Berlusconi.
Per Giorgia Meloni si apre dunque una fase complessa. Mantenere compatta la maggioranza diventa ogni giorno più difficile, mentre il confronto con gli alleati si intreccia con il calo dei consensi registrato dagli ultimi sondaggi e con un crescente malessere sociale. Se questa tendenza dovesse consolidarsi e le tensioni interne aumentare ulteriormente, il tema delle elezioni anticipate potrebbe trasformarsi da semplice indiscrezione di Palazzo a concreta prospettiva politica.
Che farà in questo caso la famiglia Berlusconi?



