Il giorno dopo la vittoria del No al referendum costituzionale inizia con la smentita di possibili crisi di governo e finisce con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e l'invito della premier Meloni alla ministra Santanché di fare altrettanto.

La presidente del Consiglio, in una nota diffusa in serata, esprime «apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione».

La premier «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè», conclude la nota.

Il passo indietro di Delmastro e Bartolozzi è stato ufficializzato nel pomeriggio, dopo un incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Una decisione la loro che arriva all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche. Entrambi erano finiti nelle ultime settimane nell'occhio del ciclone. Il primo – esponente di Fratelli d’Italia – per la società creata con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia condannato come prestanome del clan Senese. La seconda per la gestione della campagna referendaria e per le frasi sul «plotone di esecuzione» contro la magistratura. Su Bartolozzi pesava anche la vicenda Almasri, il generale libico rimpatriato con un volo di Stato.

Dimissioni, però, che per le forze di minoranza arrivano tardi e non eliminano la responsabilità di Meloni «di presentarsi in Parlamento e spiegare». In mattinata, ospite di una trasmissione, il ministro Nordio si era assunto la «responsabilità politica» della sconfitta al referendum, ma aveva difeso il braccio destro Bartolozzi («non è in discussione»). Nel tardo pomeriggio, però, la situazione cambia e i due vertici del ministero di via Arenula lasciano. Non sono all'ordine del giorno, invece, le dimissioni di Nordio, fanno sapere dal governo.