I dubbi sull’opera aumentano tra fondi insufficienti per completarla e iter bloccato per la costituzione di azienda universitaria. Sullo sfondo il giallo sul futuro dell'Hub dell'Annunziata: «Il mio partito e il Comune di Cosenza devono chiedere trasparenza alla Regione»
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Mentre Roberto Occhiuto si inquadra le scarpe piene di fango per mostrare come i lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia siano a buon punto, sul nuovo nosocomio di Cosenza (che si farà a Rende) è calato il silenzio. Lo denuncia l'esponente della direzione nazionale del Pd, Carlo Guccione che si dice preoccupato per la situazione.
«Ci eravamo lasciati a dicembre 2025 con la determina 50 del 17 dicembre del commissario delegato per l'edilizia sanitaria della Regione Calabria che ha formalmente aggiudicato il servizio di ingegneria e architettura del progetto di fattibilità tecnica per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza. Erano previsti circa 60 giorni per realizzare questo strumento di progettazione di fattibilità tecnica ed economica».
Allora ci siamo?
«Non proprio. Ora dovrebbe partire un lotto funzionale di 360 milioni, soldi che oggi sono disponibili ma non sufficienti per realizzare il nuovo ospedale».
Ma non c'era un projectfinancing?
«No, questo nuovo ospedale di Cosenza che verrà realizzato a Rende è stato finanziato dall'Inail per 360 milioni. L'Inail diventa proprietario dell'immobile e poi l'azienda ospedaliera di Cosenza pagherà un fitto. Per l'intero intervento erano stati previsti 546 milioni; la Regione ha chiesto un ulteriore finanziamento all'Inail che ancora non è arrivato. Nemmeno questi 546 milioni però saranno sufficienti. C'è un problema che la Regione non ha ancora sciolto: dove prendere ulteriori soldi? E come marcia questo ritardo rispetto alla richiesta che ha fatto la Regione all'Inail per l'ulteriore copertura del finanziamento fino ai 546 milioni di euro? E' un fatto strano visto che è stata rinnovata l'ordinanza della Protezione Civile che assegna poteri straordinari al commissario per la sanità, nonché Presidente di Regione, per la realizzazione degli ospedali calabresi».
Ma non è il dirigente Moroni?
«Sì, all'epoca Occhiuto che si era ricandidato si è dovuto dimettere perché incompatibile con questa carica, però sostanzialmente i poteri sono sempre in capo al Presidente, al commissario per la sanità anche perché ad oggi del commissariamento non ne siamo usciti. Nonostante l'annuncio che ha fatto il 30 settembre 2025 il Premier Meloni al comizio di chiusura della campagna elettorale per le Regionali. Quindi c'è un problema su cui la Regione deve fare chiarezza: Ci sono o non ci sono i finanziamenti per il completamento del nuovo ospedale? Ho anche un'altra preoccupazione…».
Quale?
«A che punto siamo nell'iter burocratico di costituzione dell'azienda ospedaliera universitaria? Si è bloccato questo iter? E perché? Tutti si aspettavano un Dpcm ma questo documento da parte del Consiglio dei Ministri non è mai stato emanato, nonostante fosse dato per imminente. Ad oggi c'è solo un semplice protocollo d'intesa tra l'Unical e l'azienda ospedaliera di Cosenza. Fino a quando si continua a mantenere in piedi questo protocollo d'intesa se, come pare, l'iter per la costituzione dell'azienda ospedaliera universitaria si è bloccato? Sarebbe un danno gravissimo per la sanità calabrese».
In che senso? Mi faccia capire…
«Sarebbe un danno gravissimo perché l'azienda universitaria di Cosenza potrebbe essere un motore di potenziamento dei servizi sanitari e ospedalieri per quanto riguarda la provincia di Cosenza, che è la più grande della Calabria, con i suoi 700 mila abitanti. In più, devo dire, anche qui, noi abbiamo un hub che è in forte difficoltà. Ricordo che l'ultimo bilancio è stato chiuso con quasi con 30 milioni di debiti. C'è però un altro problema, un deficit gravissimo. Mancano 300 posti letto sui 770 previsti. Questo significa minore produzione, quindi meno interventi, meno ricoveri. Tutto ciò si traduce nel sovraffollamento del Pronto Soccorso dove le persone ricevono una diagnosi, ma sono costrette a stazionare lì perché non ci sono posti letto. Altra conseguenza, Cosenza rappresenta una fetta importante della migrazione sanitaria totale calabrese. Anche l'ospedale di Castrovillari su 223 posti letto, ne ha solo 93 operativi, meno della metà. Così anche gli altri due Hub che sono previsti sulla provincia di Cosenza. Aggiungo che il numero di posti letto per mille abitanti è inferiore non solo alla media nazionale, ma anche alla media calabrese. Io parlo di quelli attivi, non quelli sulla carta, perché sulla carta puoi scrivere tutto quello che vuoi. Avere un Policlinico universitario ridurrebbe la migrazione sanitaria».
Dipende, se il gioco è a somma zero…
«Anche qui c'è bisogno di una presa di posizione politica. Quando era presidente della giunta regionale Mario Oliverio si fece l'integrazione fra l'Hub Pugliese-Ciaccio e il Policlinico universitario. Non si è mai pensato a sostituire l'Hub e farlo diventare policlinico, come si sta facendo a Cosenza. Eppure la provincia di Catanzaro è quasi meno della metà, come abitanti, di quella di Cosenza. Da noi si corre il rischio di spogliare un Santo per vestirne un altro. Però al netto di tutto se non ci sarà un incremento dei posti letto a Cosenza non risolveremo nulla».
Questo è un altro aspetto del problema…
«Sì, il punto di fondo è fare chiarezza sui fondi necessari per realizzare l'ospedale. Quando arriveranno? Possibile che nessuno dalle istituzioni chieda chiarezza su questo punto? Vogliamo fare un'altra cattedrale nel deserto? Ricordo che siamo ancora alle prese con ospedali il cui iter è partito nel lontano 1995. Sibari, Piana di Gioia Tauro, Vibo, nessuno di questi tre dopo 31 anni ha visto la luce. Vogliamo che l'ospedale di Cosenza, che si fa a Rende, faccia la stessa fine?»
Ribadisce questa formula dell'ospedale di Cosenza che si fa a Rende. Perché?
«Anche il comune di Cosenza, rispetto a questa cosa qui, rispetto alla realizzazione del nuovo ospedale, deve avere la capacità di aprire una vertenza con la Regione Calabria da un punto di vista istituzionale, perché è incomprensibile che a Catanzaro possa convivere un'azienda ospedaliera universitaria e un ospedale Hub e a Cosenza no. Allora mi aspetto una presa di posizione anche dal mio partito su dove e quando verranno trovati i finanziamenti per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, a che punto è l'iter per realizzare un'azienda ospedaliera universitaria, che facciamo con l'Annunziata. Non si tratta di fare polemica, ma di fare chiarezza, trasparenza rispetto a questi processi, da parte dell'amministrazione regionale. Perché è lì che si misurano concretamente gli avanzamenti della sanità calabrese».

