Il deputato e componente della Commissione Affari costituzionali: «Passo avanti verso un sistema più moderno ed efficace». E ancora: «Manteniamo il presidio territoriale con strumenti aggiornati e più tempestivi»
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«Con il parere favorevole espresso oggi dalla Commissione Affari costituzionali compiamo un passaggio importante verso un sistema più moderno ed efficace nella tutela contro ogni forma di discriminazione».
Lo dichiara il deputato Andrea Gentile, componente della Commissione e relatore del parere, in sede di commissione parlamentare sullo schema di decreto legislativo di attuazione delle direttive europee in materia di organismi per la parità di trattamento.
«Il lavoro svolto in Commissione – prosegue Gentile – ha consentito di formulare una serie di valutazioni ed osservazioni in grado di migliorare in modo significativo il testo, mantenendo un equilibrio tra innovazione e tutela dell’esperienza già maturata nel nostro ordinamento».
«Abbiamo ritenuto fondamentale richiedere al Governo il mantenimento della rete territoriale delle consigliere e dei consiglieri di parità, che rappresentano un presidio concreto per intercettare e contrastare le discriminazioni, soprattutto nei contesti più complessi». Gentile evidenzia anche il valore del lavoro istituzionale condiviso: «Desidero ringraziare la Ministra Eugenia Roccella per il confronto costruttivo e la sensibilità profusa sul tema, il Presidente della Commissione Nazario Pagano per la guida autorevole dei lavori e i colleghi di maggioranza per il clima di collaborazione che ha consentito di arrivare a un risultato concreto».
Il parlamentare richiama inoltre il dibattito politico che ha accompagnato l’iter: «Il confronto è sempre utile, ma oggi i contenuti del parere approvato dimostrano come le preoccupazioni espresse da alcune posizioni critiche risultino superate da un impianto che rafforza le tutele e non le riduce».
Il Decreto, sottolinea Gentile, guarda alle nuove sfide del mercato del lavoro e della società: «Le discriminazioni assumono forme sempre più complesse. Era necessario dotarsi di strumenti più aggiornati, capaci di intervenire con efficacia e tempestività».
«Questo passaggio – conclude Gentile – dimostra che è possibile innovare senza disperdere ciò che funziona, rafforzando diritti e opportunità in modo concreto e responsabile».

