L’ingresso di una terza figura competitiva come la sindaca di Genova non allarga il perimetro elettorale ma rischia di ridistribuire le forze interne, creando tensioni e squilibri
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Basta un nome per cambiare completamente gli equilibri. E quel nome, dentro il cantiere ancora incerto del campo largo, è quello di Silvia Salis. Secondo l’ultimo sondaggio Yoodata, la sua eventuale candidatura alle primarie del centrosinistra non sarebbe un semplice elemento di disturbo, ma un fattore decisivo capace di ribaltare il confronto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il dato è netto: senza Silvia Salis, la sfida tra i due leader resta sostanzialmente in equilibrio. Ma con la sindaca di Genova in campo, il quadro cambia in modo radicale.
Primarie centrosinistra, l’effetto Silvia Salis
Secondo Alessandro Amadori, direttore scientifico di Yoodata, il punto è tutto nella composizione dell’elettorato. Silvia Salis intercetterebbe infatti una quota significativa di voti che oggi gravitano attorno al Partito Democratico e alla leadership di Schlein. Parliamo di un bacino ben preciso: elettori urbani, progressisti, attenti ai temi civili e spesso critici verso la linea attuale del Pd.
È qui che si produce lo squilibrio. Perché mentre Silvia Salis entra in competizione diretta con Elly Schlein, Conte resta sostanzialmente fuori da questa contesa interna, beneficiando indirettamente della frammentazione del voto democratico. Continua a leggere su LaCapitalenews.it

