A Gerace tutti hanno un aneddoto sul «procuratore»: chi se lo ricorda ragazzino sul motorino per le strade del paese, chi racconta qualche passaggio sulla sua esperienza giovanile in radio. Altri – lo ha fatto anche lui di recente dal palco di Locri – ne rievocano le gesta calcistiche. Si fa per dire, almeno secondo lo stesso Nicola Gratteri: «L’allenatore mi convocava ma quello forte era mio fratello».

Il procuratore di Napoli, frontman del No al referendum ha convinto anche i suoi concittadini che per il 67,38% hanno decretato la bocciatura della riforma Nordio. Il piccolo borgo del Reggino ha seguito il suo cittadino più noto. A molti politici è andata malissimo nei rispettivi feudi elettorali: Occhiuto ha incassato una pesante sconfitta a Cosenza.

Confronto non casuale visto che proprio con Occhiuto Gratteri ha polemizzato negli ultimi giorni della campagna referendaria. Al governatore che aveva esortato il magistrato a chiedere scusa ai calabresi per la sua frase sul sostegno al Sì da parte di ’ndranghetisti e massoni deviati, il procuratore capo di Napoli ha risposto a muso duro: «Pensino ad arginare le fiumare piuttosto, anziché fare battute su di me, che ho dato la vita per Calabria, al solo scopo di mettersi in mostra o raccattare qualche voto».

Si cantava “Bella ciao” nella saletta dell’Anm del Tribunale di Napoli, dove una cinquantina di magistrati si erano radunati per seguire lo spoglio. Con i festeggiamenti a pochi metri e i tappi delle bottiglie di champagne pronti a saltare, Gratteri ha scelto di restare nel suo ufficio, al lavoro da stamattina. Molto in linea con il personaggio, dopo mesi passati in prima linea anche quando – sempre parole sue – «mi consideravano l’ultimo samurai perché eravamo in svantaggio di 25 punti».

A Gerace il vantaggio del No sfiora i 35 punti al termine di una campagna sfiancante, condita da colpi bassi e scontri violenti. Un viaggio in cui il procuratore è partito quasi in solitudine mentre la politica si mostrava timida. Il merito è di tutti, certo. Ma Gerace per un giorno è la capitale del No.