Un semplice copia-incolla trasforma una discesa in campo alle amministrative in un viaggio “virtuale” verso la Puglia. La svista fa sorridere, ma solleva interrogativi seri sul rapporto tra cittadini e istituzioni
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Nella foto sopra c’è il modulo scaricabile dal sito del Comune di San Calogero per le candidature alle prossime elezioni comunali. Solo che, a leggerlo bene, uno scopre di candidarsi… a Sogliano Cavour. Una gaffe che farebbe sorridere, se non fosse il sintomo di qualcosa di più serio: l’approssimazione elevata a metodo.
Il cittadino che decide di impegnarsi, di metterci la faccia, si ritrova davanti a un documento ufficiale che lo proietta, almeno sulla carta, in un altro Comune. Non è satira, è realtà amministrativa. Un copia-incolla maldestro, lasciato lì come se nessuno dovesse accorgersene.
E invece qualcuno se n’è accorto. Perché il problema non è il refuso in sé, ma quello che rappresenta: una superficialità che, quando riguarda atti pubblici, diventa inaccettabile. Se non si controlla nemmeno un modulo così elementare, viene spontaneo chiedersi quale attenzione venga riservata agli atti ben più complessi.
La vicenda, nel frattempo, ha già preso una piega più seria. Il candidato a sindaco Michele Maccarone ha presentato un esposto in Procura.
Resta l’amarezza per una scena che sembra uscita da una commedia, ma che racconta una verità fin troppo concreta: la distanza tra cittadini e istituzioni passa anche da qui, da un documento sbagliato che nessuno si è preso la briga di correggere. E a furia di ridere, il rischio è di abituarsi. Poi però smette di far ridere.

