Il direttore dell’Annunziata e commissario dell’Asp di Cosenza ha parlato a Dentro la Notizia di criticità, screening, randagismo, formazione dei medici e futuro del Policlinico universitario
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Vitaliano De Salazar, dg dell'Ao di Cosenza e commissario straordinario dell'Asp di Cosenza
Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Ospedale Annunziata e contestualmente commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, è stato ospite di “Dentro la Notizia”, il programma di LaC condotto da Salvatore Bruno. Nel corso dell’intervista ha delineato le priorità del suo mandato e le criticità più urgenti della sanità provinciale.
De Salazar ha spiegato che, tra le missioni affidategli dal presidente Occhiuto, vi è innanzitutto il miglior coordinamento tra gli ospedali hub e le strutture spoke, per «evitare la congestione dei pazienti sull’Annunziata». Nel suo incarico rientrano anche gli screening, il rafforzamento della medicina territoriale e la gestione degli interventi legati al PNRR: «Un insieme complesso di attività che affrontiamo con pacatezza, serietà e con la volontà di migliorare la sanità. L’obiettivo è far dialogare il sistema sanitario calabrese come un’unica risposta integrata».
Riconosce tra i problemi principali la carenza di filtro a monte dell’hub: «Ho riscontrato grande voglia e competenza negli spoke. Ritengo che il nodo sia la comunicazione, perché l’azienda ora è unica. La prossima settimana visiteremo le strutture per chiarire ruoli e funzioni di ciascuno».
Si è poi soffermato sulle polemiche recenti riguardo agli screening – in particolare quello per il papilloma – con segnalazioni di difficoltà nel prenotare nonostante lettere di invito inviate dall’Asp: «Va corretta la stortura. Anche io ne sono venuto a conoscenza pochi giorni fa. È un problema organizzativo e di comunicazione. Il mio obiettivo è che a ogni donna e uomo arrivi una lettera con scritto giorno e ora della prestazione. È un sogno, ma va realizzato». Ha aggiunto che è dovere dell’Asp e dell’ospedale «accorciare il gap percepito dall’utenza», assegnando tempi e responsabilità precisi: «Non a caso dissi alla stampa nel giorno del mio insediamento all’Asp di rivederci dopo un mese: indicherò tempi e modalità di soluzione».
Un passaggio è stato dedicato alla questione veterinaria e al randagismo: «Da cittadino riconosco che è un problema serio. Va affrontato insieme ai Comuni e all’Asp. Parlerò subito con il sindaco di Cosenza. Il rapporto con le istituzioni è sereno: mi piacciono le opinioni diverse, purché in un clima civile e senza calunnie».
De Salazar ha confermato anche di essersi presentato anonimamente al Pronto soccorso pochi giorni dopo il suo insediamento: «Bisogna capire le cose dalla prospettiva dell’utente. E non chiamatemi super manager: non ho superpoteri. Sono figlio di mio padre, un generale, sono una persona perbene. Il lavoro per me è passione, non orpello».
Durante la trasmissione è stata citata anche una segnalazione sul trattamento dell’autismo e sul mancato rimborso di terapie ABA a una famiglia. Il direttore ha riconosciuto la criticità: «È uno dei nervi scoperti della sanità nazionale. Oggi ho una riunione proprio su questo. L’Asp ha attivato diversi servizi, ma manca un PDTA nazionale. È un vulnus normativo: se un cittadino ha diritto a cure non riconosciute dal Servizio sanitario, si crea una contraddizione evidente».
Ripercorrendo i risultati ottenuti nei mesi alla guida dell’Azienda ospedaliera, De Salazar ha ricordato l’inaugurazione del nuovo Pronto soccorso, definito «una battaglia dura» condotta tra progettazioni complesse, Invitalia e tempi di realizzazione stringenti: «Oggi posso dire che è un luogo accogliente. Sulle attese e sul rapporto medico-paziente stiamo avviando un corso di formazione con l’Istituto Sant’Anna di Pisa. Non è la prassi dire che va tutto bene, ma oggi la qualità è cresciuta, lo dicono anche i dati. L’afflusso è enorme, ma le persone vengono curate».
Su segnalazione di un lettore del nostro network, riguardo ai disagi ai Cup e ai reparti analisi, con ore di attesa anche per prestazioni poi non effettuate, ha ammesso: «Sono molto arrabbiato. Avevamo introdotto correttivi, ma c’è stato un crollo del presidio da parte di chi doveva garantirlo. Interverrò personalmente: entro 15 giorni la situazione tornerà alla normalità. È paradossale che un ospedale capace di eseguire operazioni salvavita si inceppi su un prelievo. Mi scuso, e interverremo».
Guardando al futuro del Policlinico universitario, De Salazar ha rivendicato i progressi degli ultimi anni: «I miglioramenti sono visibili. Le tecnologie sono di alto livello, dagli ecografi alla TAC, fino agli arredi rinnovati. Il Mariano Santo è un polo d’eccellenza: presto inaugureremo la nuova Radiologia. Le nostre equipe sono solide: senologia, cardiologia, nefrologia, anatomia patologica. Stiamo assumendo psicologi per affiancare il Pronto soccorso e assistere le donne vittime di violenza».





