È su un lascito del superpoliziotto Guido Longo che inciampa l’azione di risanamento dei conti sanitari calabresi. Il suo nome è tornato d’attualità nel corso di recenti tavoli romani per il periodo trascorso alla guida della sanità. Dal novembre 2020 al novembre 2021, un anno caratterizzato da una gestione intransigente e assai controversa del settore sanitario.

Bocciature a valanga

Prova ne sono gli svariati bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi non approvati, e poi trasmessi in maniera compulsiva alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. Circostanza che rappresenta oggi il principale ostacolo alla quadratura dei conti sanitari. Non uno ma ben ventitré i documenti contabili bocciati e finiti sulle scrivanie degli uffici giudiziari calabresi, e oggi anche sotto la lente dei due ministeri che vigilano sul piano di rientro sanitario.

Il prefetto Guido Longo nei locali del ristorante della Regione nei giorni del passaggio di consegne

La bollinatura mancante

Il caso è stato affrontato in uno degli ultimi tavoli di verifica, i tecnici hanno infatti chiesto lumi sulla mancata approvazione dei numerosi bilanci pregressi che impediscono a cascata il varo dei relativi consolidati. Nei fatti, la Cittadella non intende apporre la bollinatura a documenti bocciati dalla precedente gestione commissariale, poi trasmessi in Procura e che, nel frattempo, potrebbero anche esser divenuti spunto per ulteriori approfondimenti di natura penale o contabile.

Pesanti lasciti

Ed è appunto sul lascito del superpoliziotto Guido Longo che si è arenata l’operazione di normalizzazione dei conti. Il prefetto non c’è infatti andato tanto per il sottile. Nei quasi dodici mesi trascorsi al terzo piano della Cittadella ha bocciato più di venti bilanci relativi ad annualità pregresse. Tra il dicembre 2020 e il settembre 2021 non ha approvato consuntivi del 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere.

13 bilanci in un giorno

A titolo d’esempio, in un solo giorno, nel settembre 2021, ha bocciato ben tredici bilanci: risalenti al 2015 dell’Asp di Vibo Valentia e dell’ex policlinico Mater Domini di Catanzaro; del 2016 dell’Asp di Cosenza, dell’Asp di Crotone, dell’Asp di Catanzaro, dell’Asp di Vibo Valentia, dell’ex ospedale Pugliese di Catanzaro e dell’ex policlinico universitario. Relativi all’anno 2017 e sempre nello stesso giorno ha rigettato i bilanci dell’Asp di Crotone, di Catanzaro e di Vibo Valentia e degli ex ospedali di Catanzaro Pugliese e Mater Domini.

In Corte dei Conti e Procura

Immancabile in calce ad ogni atto a firma Longo la dicitura: «decreta di trasmettere al Dirigente Generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute il presente provvedimento per la relativa attuazione nonché per la notifica alla Corte dei Conti ed agli altri soggetti interessati». I primi però a finire nel mirino di Longo sono stati i bilanci 2018 dell’Asp di Vibo Valentia e 2018 e 2019 dell’ex policlinico Mater Domini, tutti bocciati il 29 dicembre 2020, ad appena un mese dal suo insediamento.

Dal 2015 al 2019

Relativi all’anno 2018 sono stati anche bocciati quello dell’Asp di Crotone (29 aprile 2021); Asp Catanzaro (18 maggio 2021); ex azienda Pugliese (25 febbraio 2021). Del 2019 quello dell’Asp di Cosenza (29 aprile 2021); Asp Catanzaro (31 maggio 2021); Asp Vibo Valentia (22 marzo 2021) e ex azienda Pugliese (25 febbraio 2021). Tutti documenti su cui vige il dubbio di possibili indagini in corso: «La Procura della Repubblica non si è mai pronunciata in merito per cui la struttura commissariale ritiene di non agire su tali bilanci» ha spiegato la delegazione regionale nel corso del faccia a faccia a Roma.

Lo stop sui bilanci

E mentre in Cittadella nessuno sembra intenzionato a metter la firma sui documenti, i ministeri insistono chiedendo «di definire un percorso con una tempistica certa al fine di poter chiudere i bilanci pregressi ancora non adottati, ovvero non approvati». La ragione è semplice, la mancata approvazione dei bilanci pregressi impedisce l’approvazione dei consolidati. La richiesta da Roma è di «una relazione di dettaglio che dia conto dei bilanci eventualmente depositati in Procura, con l’indicazione delle relative annualità e le motivazioni per cui sono stati trasmessi in Procura», con la precisazione che «occorre una approvazione da parte del commissario ad acta al fine di completare l’iter».