Il Nursind revoca lo stato di agitazione proclamato a inizio marzo dopo l’incontro in Prefettura e le garanzie scritte ottenute dall’Azienda riguardo agli oltre sessanta posti di lavoro a rischio
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Rientra la protesta del personale sanitario all’ospedale di Crotone: il sindacato Nursind ha revocato lo stato di agitazione proclamato nelle scorse settimane dopo aver ottenuto impegni formali su assunzioni e organizzazione del lavoro.
La mobilitazione era scattata all’inizio di marzo, quando infermieri e operatori sociosanitari avevano denunciato il rischio di perdere oltre sessanta posti di lavoro a causa della mancata proroga dei contratti a tempo determinato. Una situazione che, secondo il sindacato, avrebbe avuto ricadute pesanti sull’assistenza, soprattutto nei reparti già in sofferenza.
Tra questi, il Pronto soccorso del San Giovanni di Dio, al centro delle criticità per l’elevato numero di accessi – circa 45mila l’anno – e per un organico ritenuto insufficiente rispetto alle necessità.
Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione e chiedere l’apertura di un tavolo in Prefettura. Il confronto, svoltosi nelle ultime ore, ha portato a una svolta: durante l’incontro con i rappresentanti dell’Asp è stato infatti messo a verbale l’impegno a richiedere la proroga dei contratti, mediante la trasmissione di una nota all’Asp di Crotone, ad Azienda Zero e al Dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria.
La proroga avverrà, precisa il Nursind, «utilizzando la graduatoria dell’avviso pubblico bandito dall’Asp di Crotone, attualmente unica graduatoria attiva».
Nel dettaglio, dal primo aprile saranno presenti undici infermieri, di cui nove destinati al Pronto soccorso, portando l’organico complessivo a 45 unità. Dal primo giugno è inoltre prevista la contrattualizzazione di altri venti infermieri.
Per quanto riguarda gli operatori sociosanitari, è stata indicata un’assunzione progressiva nei mesi di aprile, maggio e giugno. Su questo punto il sindacato ha anche chiesto un approfondimento tecnico, contestando i dati regionali che li considerano in esubero rispetto alla reale situazione dei servizi.
Elemento ritenuto decisivo è la formalizzazione degli impegni: a differenza dei precedenti incontri, quanto stabilito è stato stavolta messo nero su bianco andando oltre le semplici rassicurazioni verbali.
Alla luce di queste garanzie, il Nursind ha deciso di revocare lo stato di agitazione, pur mantenendo alta l’attenzione. Il sindacato ha infatti annunciato che monitorerà già dalle prossime settimane l’attuazione delle misure e non esclude nuove iniziative in caso di inadempienze.
Resta infine il nodo della riorganizzazione interna: il personale attualmente in mobilità o assegnato temporaneamente dovrà essere ricollocato entro un mese nelle rispettive unità operative.
La vertenza entra così in una fase decisiva: i prossimi mesi saranno determinanti per verificare il rispetto degli impegni e la tenuta dei servizi sanitari sul territorio.


