Sotto accusa le modalità adottate per acquisire l’assenso dei dipendenti che sarebbe irrilevante a norma di legge. Il sindacato: «I lavoratori che dovessero decidere di non trasferirsi potrebbero essere dichiarati in esubero»
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Il sindacato Nursing Up interviene sul trasferimento del personale del Suem 118 verso Azienda Zero e contesta la ricostruzione secondo cui si tratterebbe di un passaggio volontario. A firmare la presa di posizione è il segretario regionale Stefano Sisinni, che richiama il quadro normativo regionale sostenendo che «il passaggio dei dipendenti è obbligatorio e non può, in alcun modo, avvenire in modo volontario».
Secondo il sindacato, il riferimento è contenuto nel Dca n. 52 del 2024, che disciplina il trasferimento di funzioni dalle aziende del servizio sanitario calabrese ad Azienda Zero. In quel testo, osserva Sisinni, viene richiamato l’articolo 31 del decreto legislativo 165 del 2001, norma che per il Nursing Up esclude «accordi sindacali, o pseudo trattative, che possano prevedere l’applicazione della cosiddetta mobilità volontaria».
Da qui la contestazione di fondo: «Affermare il contrario significa dare informazioni errate e fuorvianti». Il sindacato insiste sul fatto che non si sarebbe in presenza di una procedura di mobilità volontaria ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 165 del 2001, che riguarda invece il passaggio diretto di dipendenti «che facciano domanda di trasferimento».
Nel comunicato si sostiene inoltre che le modalità adottate da Azienda Zero per il reclutamento del personale del Suem 118 non rispettino «affatto i dettami dell’art. 30». Il punto contestato è l’assenza di un avviso pubblico di mobilità. Ai lavoratori, spiega il Nursing Up, sarebbe stata inviata per email «una semplice nota avente oggetto “acquisizione manifestazione di volontà (assenso) al passaggio diretto presso Azienda Zero ai sensi del Dca n. 62/2026”».
Per il sindacato, questo elemento cambia radicalmente il significato della procedura. «Non è il lavoratore che fa domanda di trasferirsi in Azienda Zero, perché questa è la sua volontà, ma è l’Azienda che chiede l’assenso al trasferimento». Una differenza che, nella lettura di Sisinni, avrebbe conseguenze molto concrete per il personale interessato.
Il Nursing Up torna infatti a denunciare i rischi che ricadrebbero sui dipendenti del servizio di emergenza urgenza., perché difficilmente ricollocabili, soprattutto se parliamo di grandi numeri, come nel caso di infermieri o autisti soccorritori». È da questa condizione, secondo il sindacato, che deriverebbe il numero di adesioni registrato: un dato «solo all’apparenza positivo».
Nella nota si afferma infatti che «gran parte dei lavoratori non intende cambiare datore di lavoro» e che molti si troverebbero oggi nella condizione di aderire al trasferimento «per evitare notevoli rischi, riguardanti il mantenimento del proprio posto di lavoro, dovuti alla totale assenza di garanzie».
Sisinni ribadisce poi la scelta del Nursing Up di non partecipare alle trattative, sostenendo che per i lavoratori del Suem 118 siano mancati «rispetto e considerazione». Il giudizio del sindacato sulla riforma resta severo: «Il Servizio emergenza urgenza è peggiorato notevolmente con la riforma della legge n. 32/2021».
A sostegno di questa valutazione, il comunicato richiama le difficoltà operative che si registrerebbero sul territorio. «Dati alla mano, registriamo quotidianamente che molte Pet rimangono chiuse per carenza di personale, questo si traduce in interruzione di pubblico servizio». Un passaggio con cui il sindacato collega direttamente la riorganizzazione del sistema alle criticità nell’assistenza.
Nella parte finale della nota, il Nursing Up segnala che anche altre sigle sindacali starebbero rivedendo la propria posizione sull’accordo regionale. «Registriamo che diverse organizzazioni sindacali, che hanno sottoscritto l’accordo regionale, oggi stanno facendo dei passi indietro», si legge nel comunicato, che cita anche la richiesta di un incontro urgente rivolta al presidente della Regione da parte di Cgil, Nursing Up, Usb e Fsi-Usae.
L’obiettivo, conclude Sisinni, è quello di «trovare soluzioni condivise» per uscire da «questa grave situazione che vede l’utenza molto preoccupata, ed i lavoratori dell’area emergenza urgenza demotivati e stanchi». Sullo sfondo restano, dunque, la contestazione della procedura di trasferimento, le preoccupazioni sul futuro occupazionale del personale e i riflessi che, secondo il sindacato, la riforma starebbe producendo sulla tenuta del servizio.


