La compagine di calcio a 5 di Melito ha voluto denunciare i fatti: «La situazione è degenerata anche dopo il triplice fischio con invasioni dentro gli spogliatoi»
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Ancora calcio violento e ancora nei campi dilettanti per un triste fenomeno che, soprattutto nel corso di questa stagione, si sta allargando a macchia d'olio. Una piaga sociale che si è presentata in primis nel calcio a undici e poi, qualche mese fa, addirittura nel calcio femminile. Stavolta, a farne le spese, è stato anche il calcio a cinque.
L'indignazione
Nel pomeriggio di sabato era in programma la sfida tra Polisportiva Melitese e Kleos Futsal, valida per il campionato di Serie D (girone C) di calcio a 5 e, a denunciare i presunti fatti di violenza, è stata proprio la Polisportiva Melitese che ha voluto esternare le sue verità: «Esprimiamo profonda amarezza e indignazione per quanto accaduto nel corso della gara. Una partita che, nonostante il risultato finale a nostro favore, non può e non deve essere celebrata perché non c’è alcuna vittoria da festeggiare. Quanto avvenuto rappresenta una sconfitta per lo sport, per i suoi valori e per il senso stesso della competizione».
La denuncia
La società, dunque, tiene a ripercorrere quanto accaduto in campo: «Fin dai primi minuti si è respirato un clima di forte tensione, caratterizzato da atteggiamenti intimidatori, minacce e interventi duri nei confronti dei nostri tesserati. La situazione è degenerata sul finire del primo tempo, quando un nostro atleta è stato aggredito, lontano dall’azione, da un tesserato riconducibile alla squadra ospitante. A questo episodio è seguita un’invasione di campo e il coinvolgimento di diversi soggetti riconducibili alla panchina della Kleos, oltre all’ingresso sul terreno di gioco di alcuni spettatori. Nonostante le evidenti difficoltà, il primo tempo si è concluso tra tensioni e disordini. Tuttavia, quanto accaduto nella ripresa ha superato ogni limite: la pausa non ha placato gli animi, ma sembra aver favorito il protrarsi di comportamenti violenti e intimidatori».
un'escalation di tensioni: «Un nostro calciatore è stato nuovamente bersaglio di aggressioni a palla lontana, con colpi e calci. L’arbitro ha incontrato notevoli difficoltà nel gestire una gara ormai compromessa, segnata anche da gravi minacce verbali rivolte al nostro mister, con inviti espliciti a modificare le scelte tecniche per evitare ulteriori conseguenze».
Tensione dopo il triplice fischio
Insomma, una match che non è stato caratterizzato dal sano andamento sportivo e che non ha fatto altro che peggiorare col passare dei minuti: «Il bilancio disciplinare parla da sé: numerosi provvedimenti tra espulsioni e ammonizioni a carico di soggetti riconducibili alla Kleos. Circostanze tutte ufficialmente riportate nei referti arbitrali. Ma il momento più grave si è verificato al termine della gara: nuovi episodi di violenza ai danni dei nostri calciatori, invasione di campo da parte del pubblico, accessi agli spogliatoi bloccati, spintoni, minacce e momenti di forte tensione. Solo dopo circa un’ora è stato possibile lasciare l’impianto».
E ancora: «Si confida che ogni ricostruzione dei fatti avvenga nel pieno rispetto di quanto ufficialmente riportato nei referti arbitrali, che costituiscono elemento oggettivo e formale di quanto accaduto. La Polisportiva Melitese, pur avendo ottenuto la vittoria sul campo, torna a casa profondamente delusa e amareggiata. Perché quando vengono meno il rispetto, la sicurezza e i valori fondamentali dello sport, ogni risultato perde significato. La nostra società continuerà a rappresentare i valori di correttezza, rispetto e lealtà.

