Il Catanzaro cerca l’impresa al “Brianteo”, dove servirà ribaltare il 2-0 maturato all’andata per continuare a inseguire il sogno Serie A. Dall’altra parte, però, il Monza prova a blindare il vantaggio affidandosi anche alle parole del suo allenatore Paolo Bianco, che nella conferenza della vigilia ha scelto una metafora particolare per descrivere il momento dei brianzoli.

«Michelangelo diceva che le sue statue erano già dentro il marmo, lui doveva solo togliere il superfluo. La Serie A è già dentro di noi, dobbiamo solo eliminare quello che ci ha frenato», ha spiegato il tecnico biancorosso, indicando soprattutto nella pressione mentale uno degli ostacoli incontrati dal Monza durante il finale di stagione.

Parole che raccontano bene il clima con cui i lombardi si preparano alla sfida di ritorno contro un Catanzaro obbligato a giocare all’attacco. I giallorossi, infatti, dovranno provare subito a riaprire il discorso qualificazione, cercando quella scintilla capace di cambiare l’inerzia della doppia sfida.

Bianco, però, ha invitato i suoi anche a non lasciarsi condizionare dall’ossessione del risultato: «Quando hai troppa voglia di raggiungere qualcosa, a volte rischi di allontanarla. Noi dobbiamo restare lucidi e pensare alla partita». Un messaggio chiaro in vista di una gara che il Monza vuole gestire senza abbassare la tensione.

L’allenatore biancorosso ha poi definito la sua squadra «camaleontica», sottolineando la capacità di adattarsi ai diversi momenti della partita e alle caratteristiche degli avversari. Ma il Catanzaro proverà a rispondere con intensità, coraggio e orgoglio, facendo leva su un gruppo che nel corso della stagione ha spesso saputo reagire nei momenti più complicati.

A Monza servirà una prestazione perfetta, ma il Catanzaro vuole continuare a credere in un sogno che, nonostante il passivo dell’andata, non è ancora tramontato.