Il nome, forse, non ha lo stesso peso emotivo di altre piazze del Girone C. Ma sarebbe un errore fermarsi alla copertina. Il Casarano che domani si presenterà al “San Vito-Marulla” per sfidare il Cosenza nel secondo turno dei playoff è una squadra vera, viva, in fiducia.

Una di quelle avversarie che non puoi permetterti di giudicare dalla posizione finale in classifica, perché è una squadra che, al di là dell’ottavo posto finale, si tratta di una squadra con qualità individuale, esperienza, una buona dose di sfrontatezza e soprattutto un attacco capace di fare male a chiunque.

Il cammino

La squadra di Vito Di Bari, che ricordiamo è una neopromossa, arriva a Cosenza dopo aver superato il primo ostacolo playoff con una prova pesante. Il 2-0 sul campo del Monopoli, firmato nel primo tempo da Vincenzo Ferrara e Francesco Grandolfo. Al “Veneziani” i rossazzurri hanno indirizzato la gara già nella prima mezz’ora, poi hanno saputo soffrire senza perdere ordine. 

In campionato il Casarano ha chiuso all’ottavo posto con 56 punti, frutto di 16 vittorie, 8 pareggi e 14 sconfitte. Numeri da squadra discontinua, certo, ma non banale. L’attacco è certamente il punto di forza con 56 gol realizzati, praticamente una media di un gol e mezzo a partita. Il rovescio della medaglia è altrettanto palese: 57 reti subite, troppe per una squadra che vuole spingersi lontano. 

Occhio a Chiricò. Ma non solo...

L’uomo da cerchiare in rosso è inevitabilmente Cosimo “Mino” Chiricò. Il numero 10 rossazzurro non è soltanto il calciatore più pericoloso del Casarano, ma uno dei grandi protagonisti dell’intero Girone C. Ha chiuso la regular season da capocannoniere con 18 reti, davanti a tutti. E non parliamo di una prima punta classica, ma di un giocatore che ama muoversi tra le linee, ricevere largo, rientrare sul piede forte, inventare, calciare, rifinire. Chiricò è l’uomo che può cambiare il senso di una partita con una giocata.

Lo ha già fatto contro il Cosenza nel match di ritorno al “Capozza”, quando con una doppietta nel primo tempo indirizzò il 2-1 dei salentini.  Chiricò è il pericolo principale perché non vive soltanto dentro l’area. Anzi, spesso diventa più difficile da prendere proprio quando si stacca dalla zona centrale. Parte da destra o agisce da trequartista, cerca l’uno contro uno, attira il raddoppio e libera spazio per gli inserimenti.

Ha esperienza, malizia, qualità balistica e personalità. Non a caso è stato anche incoronato miglior calciatore del mese di aprile per la Serie C. Per il Cosenza sarà fondamentale non lasciargli ricezioni pulite tra centrocampo e difesa. Contro giocatori così, la prima marcatura deve arrivare prima ancora che tocchino palla. Ma ridurre il Casarano a Chiricò sarebbe pericoloso.

Grandolfo, che ha segnato a Monopoli da ex, è un attaccante esperto, bravo a riempire l’area e a dare riferimenti alla squadra. Ferrara, altro protagonista del primo turno, garantisce gamba, lavoro sulla fascia e capacità di accompagnare l’azione. Leonetti, Santarcangelo e l’ex Perez sono alternative che permettono a Di Bari di cambiare peso offensivo durante la partita. In mezzo al campo l’esperienza di Maiello può diventare preziosa nella gestione dei tempi, mentre D’Alena, Logoluso e Versienti completano un reparto che può essere adattato a seconda del piano gara.

Variazioni tattiche

Dal punto di vista tattico, il Casarano è una squadra mutante. Di Bari non è un allenatore legato in modo rigido a un solo sistema. Durante la stagione ha alternato difesa a tre e difesa a quattro, passando dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2, fino al 4-3-3 visto nel primo turno playoff contro il Monopoli. Questo rende la preparazione della partita meno semplice per Buscè.

Il Casarano può abbassarsi con una linea più prudente, ma può anche allargare il campo e attaccare con tre uomini offensivi veri. A Monopoli, ad esempio, i rossazzurri sono partiti con Bacchin in porta, linea a quattro con Mercadante, Negro, Celiento e Giraudo, centrocampo con Versienti, Maiello e Ferrara, poi tridente composto da Leonetti, Grandolfo e Chiricò.

Il 4-3-3, in questo momento, sembra una soluzione credibile anche per la gara del “Marulla”. La chiave sarà capire quanto coraggio avrà il Casarano. Perché i salentini, per passare il turno, dovranno vincere. Il pareggio, al Cosenza, basta per andare avanti in virtù del miglior piazzamento. Questo dettaglio può cambiare molto, soprattutto con il passare dei minuti.

I precedenti in stagione

Il precedente stagionale è doppio e dice una cosa chiara: tra Cosenza e Casarano non sono mancate le reti. All’andata i rossoblù si imposero nettamente al “Marulla” per 4-1, in una delle serate più convincenti della loro stagione. Al ritorno, invece, il Casarano vinse 2-1 al “Capozza”, con Chiricò grande protagonista. Due partite diverse, due fotografie opposte. La terza sarà quella che conta, perché nei playoff non c’è memoria che basti a proteggerti e non c’è precedente che possa sostituire la prestazione.