Un anno fa la delusione di una retrocessione con il Cosenza, oggi la festa per una promozione in Serie A conquistata da protagonista. Massimiliano Alvini si prende la sua rivincita trascinando il Frosinone al secondo posto in Serie B e riportando i ciociari nella massima serie dopo l’ultima apparizione del 2023-24. Una cavalcata sorprendente per il tecnico toscano, capace di ribaltare pronostici e critiche dopo le difficili esperienze di Cremona, Spezia e soprattutto della parentesi calabrese.

Ma nella favola gialloblù c’è anche una forte impronta calabrese. In Serie A con Alvini sale infatti anche il suo storico vice Renato Montagnolo, catanzarese – cresciuto ij Toscana –  classe 1990, protagonista silenzioso di un percorso iniziato anni fa tra Serie C e sogni costruiti passo dopo passo. Anche lui, nella passata stagione, faceva parte dello staff tecnico del Cosenza retrocesso in Serie C. Dodici mesi dopo, invece, può celebrare una promozione che sa di riscatto personale e professionale.

Montagnolo accompagna Alvini ormai dai tempi dell’Albinoleffe, proseguendo poi l’esperienza alla Reggiana e consolidando un rapporto professionale fondato su sintonia tattica e visione calcistica condivisa. Laureato in Storia e autore di due libri dedicati alla tattica calcistica, il vice allenatore catanzarese rappresenta uno dei profili emergenti più apprezzati nel panorama tecnico italiano. Dopo la faticosa annata vissuta a Cosenza, anche lui si sta riprendendo tutto con gli interessi.

Il capolavoro del Frosinone assume contorni ancora più straordinari se si considera il punto di partenza. La squadra laziale, un anno fa, era sprofondata nelle zone basse della classifica e aveva chiuso la stagione con il timore concreto dei playout. La scelta di affidarsi ad Alvini, reduce da stagioni complicate, era stata giudicata da molti un azzardo. Invece il tecnico toscano e il suo staff hanno trasformato il Frosinone in una delle realtà più spettacolari del campionato.

Nella gara decisiva contro il Venezia, ai ciociari bastava un punto per blindare il secondo posto, forte dei tre punti di vantaggio sul Monza alla vigilia. Il Frosinone ha però chiuso ogni discorso già nel primo quarto d’ora con il rigore di Calò e un’autorete che hanno portato i gialloblù sul 2-0. Poi il diluvio offensivo firmato da Ghedjemis, Raimondo e Kvernadze per il definitivo 5-0, mentre da Monza arrivavano notizie favorevoli con la sconfitta dei brianzoli contro l’Empoli.

A fine gara lo sguardo al cielo di Alvini è diventato l’immagine simbolo della promozione. Una liberazione emotiva per un allenatore che non ha mai smesso di credere nelle proprie idee: calcio offensivo, intensità, organizzazione e valorizzazione dei giovani. Filosofia condivisa anche da Montagnolo, figura centrale nella preparazione tattica della squadra.

Sugli scudi soprattutto Calò e Ghedjemis, protagonisti con 43 tra gol e assist complessivi, simboli di un gruppo giovane e spumeggiante che ha saputo sorprendere tutti. Ora per Alvini e Montagnolo si aprono le porte della Serie A. Un traguardo che, soltanto un anno fa dopo la retrocessione di Cosenza, sembrava quasi impossibile anche solo da immaginare.